Che cos’è per te gastronomia?

Abbiamo chiesto a un campione molto vario di personaggi, amici di Slow Food, studenti dell’Università degli studi di Scienze Gastronomiche e negli uffici Slow Food di Bra di rispondere a questa semplice domanda. Perché ognuno ha la sua definizione, perché ognuno ha la sua gastronomia. Il “gioco” continuerà nei prossimi numeri di questa rivista: potete rispondere anche voi in un massimo di 500 caratteri e inviare il tutto a redazioneslow@slowfood.it

Arianna Occhipinti

viticoltrice

Gastronomia è il piacere di assaporare un prodotto o un piatto frutto del lavoro dei cuochi artigiani e degli agricoltori fortemente legati alla terra attraverso sapienza e coscienza delle tradizioni. Mi emoziono quando percepisco che esiste un filo ininterrotto tra un lavoro sostenibile e di qualità della terra e la buona tavola.

Sonia Polito

Studentessa Unisg

Un modo di fare, un modo di pensare, un modo di essere.

Rolando Belardoni

Studente Unisg

La gastronomia è una scelta. È una necessità, più o meno recondita, dell’ uomo. È buon umore, per chi non conosce la felicità. È dolore, turbamento, insoddisfazione. È sterco di vacca maleodorante asciugato al sole. È una canzone, una promessa, un desiderio, una scommessa. È il marmo scolpito dal sudore del tempo. È guardarsi dentro, soli, e poi sedersi ad ascoltare. È mettersi a correre per inseguire un aquilone che scompare. È una mano, un piede, un orecchio, un fondo di bottiglia, un vetro rotto, una vecchia bicicletta. È la luna in fondo all’ aia, un campanile, una bella chiacchierata. È il vento che arrossisce, un altro giorno che finisce, una risata.

Cinzia Scaffidi

Direttrice Centro Studi Slow Food

Gastronomia è musica per orchestra, partiture che si intrecciano. Il direttore d’orchestra è la nostra madre terra, ma non ci sono divisioni tra chi si esibisce e chi ascolta: che lo comprendiamo o no, suoniamo tutti, e tutti ascoltiamo, e tutti scriviamo la musica.

Moreno Cedroni

Cuoco

La gastronomia per me è come mia moglie: amica, compagna, un tutto ricco di mille sfumature. La gastronomia è lavoro, è divertimento, è sacrificio, è gioia. Facendo cucina e gastronomia noi creativi abbiamo il compito di spingere la ricerca al massimo. Ciò mi porta talvolta ad avere “ansie da prestazione”, ma mi permette anche di esplorare continuamente nuove frontiere del gusto.

Gaia Lochetti

Ex studentessa Unisg

La gastronomia per me è la curiosità, il rispetto e l’amore più grande. Gastronomia vuol dire non stancarsi mai di curiosare e scoprire cose nuove; vuol dire nutrire un profondo rispetto per la terra, le mani che la lavorano e gli animali che la popolano, e amare tutto questo sinceramente e appassionatamente.

Virginia Paracino

Studentessa Unisg

La gastronomia è il virtuoso percorso che porta alla nascita di un sorriso: istintivo, emotivo, riflessivo, un sorriso di pancia.

Michele Bertero

Studente Unisg

Gastronomia è gastrosofia, cioè “conoscenza del ventre” invece che “legge del ventre”. È una forma di conoscenza riflessiva (mentre mangio conosco me stesso, come avrebbe quasi detto l’Oracolo di Delfi), oggettiva (mangiando apprendo le caratteristiche dell’oggetto ossia il cibo) e ambientale (mangiando conosco un territorio, a livello culturale, sociale e ambientale). Mangio quindi sono.

Cristina Fenoglio

Collaboratrice Slow Food Italia

È mangiare consapevolmente. Con occhi, naso, bocca, cuore e testa.

Federico De Cesare Viola

Giornalista e critico gastronomico

La buona gastronomia, oggi, deve esprimersi all’intersezione perfetta tra piacere, etica, memoria, salute. Deve saper raccontare una storia e un luogo, la sua gente e le radici, attraverso il cibo: il ristorante non è più solo il palco per chef one man band, ma per un’orchestra di produttori, contadini e clienti consapevoli. La cucina deve promuovere l’identità, l’orgoglio e la diversità, geografica e culturale. E deve essere temeraria: capace, cioè, di prendersi rischi e di esplorare.

Heinz Beck

Cuoco

Credo che il vero significato moderno della parola gastronomia non possa essere definito; il concetto, infatti, sarà inscindibilmente legato al continuo cambiamento che da sempre guida l’uomo nei gusti alimentari, nei bisogni nutrizionali, nelle trasformazioni dovute al diverso modo di vedere le cose, di valutare la realtà. Questi processi, in definitiva, si avvicenderanno sempre nel percorso dell’esistenza umana e, a seconda della percezione del momento, tenderanno a modificare il senso del termine. Dunque, trovo corretto affermare che alla gastronomia si applica perfettamente il concetto di relativismo: essa risulta tale rispetto a chi la propone – fatto logicamente naturale – proprio in funzione del continuo evolversi della natura umana e della società, con le sue logiche e, soprattutto, con le sue contraddizioni. Oggi, poi, considerata la natura multidisciplinare della professione di cuoco, chi può definire lapidariamente, senza rischiare di cadere nel generico, un termine così complesso? Io sinceramente non ci riesco e, anche articolando il ragionamento nei suoi vari aspetti, in definitiva credo che il principale sia proprio la varietà di argomenti che nel tempo entrano ed escono dai nostri studi.

Francesca Zanardi

Studentessa Altro Apprendistato Unisg

Un diktat della pancia, succursale del pensiero e delle emozioni.

Andrea Sangiovanni

Studente Unisg

Il gastronomo è parte viva di questa realtà e un artefice del cambiamento. Non è soltanto quello che mette le stelline ai ristoranti. Non è soltanto quello che scrive le ricette di cucina. Non è l’edonista viziato dal buon cibo e dal buon vino. Il gastronomo deve essere voce narrante per chi, suo malgrado, è costretto a stare in silenzio; deve essere il braccio destro del contadino stanco; deve essere il supporto di chi non ha più speranza.

Valeria Cometti

Corsi di Alto Apprendistato Unisg

È una giostra, un motivo di allegria e di scoperte.

Roberto Burdese

Presidente Slow Food Italia

La gastronomia per me è il libretto delle istruzioni per l’uso responsabile, consapevole e sostenibile del patrimonio che madre terra e il lavoro delle donne e degli uomini ci consegnano per la nostra alimentazione quotidiana. Istruzioni che ci restituiscono un rapporto sano ed equilibrato con il cibo, fondato sul piacere e sulla frugale abbondanza (per dirla con Latouche).

Alessandro Chittolina

Tutor Unisg

La gastronomia è la cosa più antropologica che ci sia, perché mangiare, oltre a nascere e morire, è l’unica cosa che accomuna tutti gli esseri umani.

Maria Mancusa

Direzione Amministrativa Slow Food

È l’arte di comporre un piacere unico e di farlo esplodere contemporaneamente in un’incomparabile percezione dei sensi.

Matteo Lora

Studente Unisg

La gastronomia per me è la mano dell’uomo che plasma la natura. L’intimo incontro crea un mondo di tecniche, arti e savoir faire che nella sua complessità riflette bene la molteplicità del genere umano.

Antonio Cherchi

Presidente Slow Food Emilia-Romagna

La gastronomia è l’arte del metabolismo

Gianluca Biscalchin

Giornalista e Illustratore

La gastronomia è una chiave, un passepartout per accedere a molteplici ambiti di conoscenza: sociale, creativa, esistenziale. Un’intelligenza che permette di toccare settori diversi. E lo fa in maniera estremamente piacevole: mangiando. Oggi c’è questa consapevolezza ed è per questo che la cucina ha avuto un successo di massa. Si riconosce nel cibo non solo un veicolo di valori, ma soprattutto uno strumento di indagine. Di sé e degli altri, del mondo.

Nicola Petrucci

Studente Unisg

La gastronomia è La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene,è cultura e di stare insieme.

Maura Biancotto

direttore Albergo dell'Agenzia a Pollenzo

Per me la gastronomia è il profumo delle pietanze che la mia famiglia cucinava nell’osteria dove sono cresciuta. Piatti straordinari e territoriali che mi hanno fatto scegliere il lavoro del mio futuro. Oggi gastronomia vuol dire difendere la tradizione, i prodotti della terra e il paesaggio. Grazie alla gastronomia l’Italia diffonde un turismo moderno, fatto di cultura e monumenti, ma anche di locali all’avanguardia che promuovono i grandi prodotti dell’agricoltura italiana.

Luis Sepulvelda

Scrittore

Gastronomia è l’arte di sedersi a tavola in buona compagnia e godersi la conversazione, il pane e il vino.

Maurizio Bianchi

Collaboratore Slow Food Promozione

Per me la gastronomia è l’arte di scegliere e di interpretare il cibo attraverso lo studio e la ricerca, ma anche solo attraverso la semplice degustazione che ogni individuo utilizza per ritrovare un po’ di piacere.

Alberto Arossa

La gastronomia è quanto collega il cibo che mangiano i padri alla terra che erediteranno i figli.

Federica Cammarata

Collaboratrice Slow Food Editore

La parola gastronomia mi fa tornare in mente i negozi che portano quel nome, posti in cui puoi trovare cibi casalinghi, buoni come se li facessi io in casa, fatti con materie prime di qualità, nel rispetto delle tradizioni del territorio e della stagionalità…

Michele Calleri

Collaboratore Slow Food Italia

La prima cosa che mi viene in mente è il negozio di cibi pronti sotto casa, che nella maggior parte dei casi dovrebbe chiamarsi gastroanomia. La legge del mio stomaco, che ho imparato a conoscere mettendola alla prova con la gastroanomia, impone la moderazione e la qualità.

Michèle Mesmain

Collaboratrice Slow Food Internazionale

La gastronomia per me è l’arte di legare e tener vicini chi si vuole bene, da chi produce a chi mangia, intrecciati nel mosaico d’impressioni e memorie, un attimo di benessere assoluto.