Fare rete con gli orti

«Dobbiamo coltivare
orti di civiltà»
Ermanno Olmi

di Davide Ghirardi

Fare rete con gli orti: non solo è possibile, ma l’orto scolastico di Slow Food (Orto in Condotta) è uno strumento efficace per far incontrare soggetti molto diversi che, proprio partendo dalla reciproca conoscenza tra associazioni, istituzioni e aziende, spesso attivano collaborazioni anche in altri ambiti di interesse comune. Qui di seguito vorremmo portare qualche esempio originale e significativo

I nonni di Rimini
«Auser è una associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e a far crescere il ruolo dei senior nella società». Questo è ciò che recita il sito internet dell’associazione con cui Slow Food ha sottoscritto un protocollo d’intesa qualche anno fa. I punti in comune sono tanti, quello più evidente è il recupero delle tradizioni contadine e artigiane, radicate sul territorio, che si trovano nei libri o nell’esperienza di quanti le hanno vissute. Finché è possibile farlo l’associazione sceglie, senza discussione, di valorizzare l’esperienza. Negli Orti in Condotta lavoriamo con i nonni ortolani, anzi i nonni ortolani lavorano con noi e con i bambini e gli insegnanti, per mantenere curato l’orto ma anche per spiegare come coltivarlo in modo naturale. Ai nonni di solito il tempo non manca, non necessariamente però le loro conoscenze sono quelle che Slow Food vuole salvaguardare: quanti dei nonni attuali sono cresciuti con i principi della rivoluzione verde e usano senza farsi problemi pesticidi ed erbicidi? Con l’Auser di Rimini non è sorto il problema di specificare condizione alcuna: l’Orto delle Lune, che l’associazione romagnola ha sperimentato l’anno scorso in due scuole, ammette solo l’orticoltura biodinamica e gli anziani volontari hanno il dovere di trasmettere esclusivamente i dettami del calendario lunare, delle consociazioni e dei macerati. Ci siamo quindi inseriti in un progetto che quest’anno conta sette orti e 15 scuole coinvolte, un progetto che fa rete perché riunisce gli attori del territorio, dalle associazioni (Auser, la capofila, e poi Slow Food, Wwf, Cooperativa Sociale Punto Verde, Asd Subaquea, Asd Ippogrifo), agli enti (Comune e Provincia di Rimini, Comune di Morciano di Romagna, Università di San Marino), alle aziende (Italia in Miniatura, Petroltecnica, Coop Adriatica). Un progetto che fa rete perché gli orti sociali e didattici diventano spazi urbani belli e ricchi di vita, perché anche le conoscenze trasmesse in modo verticale, dagli educatori e dai nonni, a bambini, insegnanti e genitori, sono poi praticate in modo orizzontale, tra persone che hanno voglia di sperimentare il rapporto diretto con la natura, l’alimentazione, la società.

Fondi: una rete con valenza ambientale
A Fondi (Latina) l’idea di creare un Orto in Condotta è nata dall’incontro di diversi soggetti attivi localmente, a partire dalla condotta di Priverno, mettendo insieme il Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, l’Istituto Comprensivo Garibaldi di Fondi, il Comune e la cooperativa sociale Viandanza. Il progetto oggi è giunto al termine della formazione e delle attività del secondo anno e si possono dare alcuni dati ancora parziali ma già significativi. Gli orti realizzati sono due, e coinvolgono alcune classi della scuola primaria Purificato, della media Garibaldi e della primaria S. Magno; le attività prevedono l’intervento plurisettimanale degli operatori della cooperativa e del Parco che lavorano in orto con i bambini; partecipano al progetto 14 insegnanti, due operatori del Parco e due della cooperativa, nonché circa 200 studenti e le loro famiglie, in un percorso di coinvolgimento della comunità. In questo caso l’incontro con il Parco e la cooperativa ha permesso di dare un valore aggiunto dal punto di vista ambientale e della continuità del progetto.

Il bene comune. la scuola di Capannori
A Capannori (Lucca) la rete nasce dal progetto “Scuola ti voglio bene comune” nato con il Patto per la Scuola siglato tra Comune, Istituti Comprensivi del territorio, Liceo Scientifico Majorana e le famiglie come risposta ai tagli alla scuola pubblica. Per non perdere le possibilità offerte dal tempo prolungato, volontari e associazioni si adoperano da qualche anno per offrire ai bambini attività continue e di interesse, come quella di Orto in Condotta. Gli obiettivi, esplicitati dal Comune, sono quelli di sviluppare il senso di appartenenza delle persone alla comunità e di fornire elementi attraverso i quali incontrare altri territori, apprezzare altre realtà, lasciandosene contaminare. In due anni la condotta è riuscita ad avviare il progetto in 16 scuole e a coinvolgere anche il Presidio del fagiolo rosso, alcune aziende agricole e la dietista del Comune. Grazie alla grande collaborazione di quest’ultima i menù della mensa presentano ricette con prodotti locali, di filiera corta, biologici e di stagione. Le ricette seguite sono tradizionali, i genitori prendono parte al comitato mensa e le attività di educazione alimentare sono rivolte a bambini e genitori. I 40 insegnanti coinvolti hanno preparato le loro classi ai laboratori sul formaggio, sullo spreco e sulla lavorazione della lana di pecora, questi ultimi realizzati grazie alla collaborazione di un giovane allevatore locale.

L’educazione “trapari” è uno degli strumenti più interessanti, efficaci e divertenti da sperimentare nell’Orto in Condotta

Trieste: una rete educativa originale con ospiti d’eccezione
A Trieste l’Orto in Condotta coinvolge in maniera molto capillare la città. A partire dall’assessorato all’Educazione, assieme alla condotta Slow Food, sono nate importanti esperienze che ora vedono partecipi insegnanti e bambini, genitori e famiglie. Parliamo di 14 tipologie di orti creati in zone centrali e periferiche, coinvolgendo 80 insegnanti ed educatori, 1000 bambini distribuiti in 45 strutture (dalle scuole ai nidi, a quella che è un’esperienza unica nel suo genere: i ricreatori). Le attività realizzate dai bambini hanno portato anche alla preparazione di ricette di dolci a base di erbe aromatiche e verdure, sciroppi e bevande. Un’esperienza particolare e un po’ speciale si è tenuta al termine del primo anno del progetto, quando i bimbi di alcune scuole dell’infanzia hanno avuto l’opportunità di essere guidati in attività ludico-didattiche giocando con il cibo sotto la guida di due insegnanti della scuola dell’infanzia di Valeggio sul Mincio (Verona): uno scambio di esperienze che ha arricchito sia i bambini sia le insegnanti padrone di casa e ospiti.

A Messina si lavora sull’inclusione, Moncalieri si è gemellata con un orto africano Per frenare l’abbandono scolastico, favorire l’integrazione di soggetti fragili e suscitare interesse verso tutta la filiera alimentare, diverse associazioni e molti sponsor si sono uniti a Messina per realizzare otto Orti in Condotta. Nella realizzazione e gestione degli appezzamenti intervengono i ragazzi dell’Istituto Agrario Cuppari, che danno un supporto tecnico e trasmettono ai compagni più giovani i principi fondanti dell’agricoltura sostenibile. L’educazione “tra pari” è uno degli strumenti più interessanti, efficaci e divertenti da sperimentare nell’Orto in Condotta. Lo sanno anche bambini e insegnanti della scuola dell’infanzia La Gabbianella di Moncalieri (Torino) che hanno collaborato con gli studenti della vicina scuola secondaria di primo grado Nino Costa di Testona per imparare qualche parola di inglese. Gli studenti più grandi, alcuni dei quali avevano coltivato l’orto a La Gabbianella qualche anno prima, hanno insegnato le frasi fondamentali per raccontare l’orto ai bambini della scuola di Buiga Sunrise, con cui sono gemellati. A forza di my name is, o mai neim is (più divertente e altrettanto chiaro grazie ai sorrisi profusi), i piccoli orticoltori hanno fatto un video e scritto una lettera ai loro compagni. Quale metodo migliore per alimentare la rete internazionale degli orti scolastici? Sono molte le scuole italiane di Orto in Condotta ad essersi gemellate con un Orto in Africa Slow Food: un mercatino, ottimi prodotti da vendere coltivati con cura nel cortile scolastico, ed ecco un discreto gruzzoletto da investire in un progetto educativo lontano solo sulla carta. La rete è parte integrante degli Orti in Condotta, è insita nella comunità dell’apprendimento, è nel Dna dei soci referenti che raccolgono i semi dai contadini locali per seminarli a scuola, che assaggiano ottimi formaggi e poi invitano a scuola pastori e casari, che appassionano i cuochi dell’Alleanza e li coinvolgono in divertenti serate culinarie con i genitori.

La Spezia: dove scuola, agricoltura e tutela della salute si incontrano
Nel territorio spezzino e della val di Vara è attiva una rete di poco meno di 50 orti, che – grazie al coordinamento di Silvano Zaccone e Silvia Persello della condotta Golfo dei Poeti, Cinque Terre, Val di Vara, Riviera Spezzina – rappresenta una delle esperienze dove il progetto è stato capace di essere sia capillare sia portatore di relazioni feconde con il mondo agricolo locale. Il nodo di raccordo dell’esperienza è dato dal Museo Etnografico, dove ha anche sede la condotta. Qui si è tenuta la formazione, con convegni di approfondimento su varie tematiche a partire dal tema cibo e salute, che rappresenta un valore aggiunto nel progetto. La realtà associativa di La Spezia si è gemellata in questi anni con quella di Pistoia, e la collaborazione ha coinvolto anche il progetto Orto in Condotta. Inoltre, recentemente anche gli orti spezzini e la condotta hanno attivato il sostegno di un orto africano, andando così a chiudere il cerchio di quelle che possono essere le collaborazioni e le relazioni create tramite l’Orto in Condotta.