Guida Oli

il curatore della nuova Guida agli extravergini presenta l’edizione 2014

di Diego Soracco

È fatta. Dopo nove anni torniamo a presentare la nuova edizione della Guida agli Extravergini, la quattordicesima, al Vinitaly-Sol, una cornice particolarmente appropriata per l’occasione. Realizzare un prodotto editoriale frutto di un lavoro lungo e coscienzioso è un’impresa se consideriamo la delicatezza e la complessità del compito. È stata una gara contro il tempo, con il fiatone di quando si pedala da un bel po’ e gli ultimi chilometri sembrano distanze siderali che rischiano di vanificare tutta la “sfacchinata”. Va dunque riconosciuto l’impegno di tutte quelle persone (e sono molte) tra coordinatori, redattori, collaboratori ed esperti assaggiatori che si sono adoperate per raggiungere il migliore risultato possibile. Noi di Slow Food a questo prodotto straordinario e un po’ magico che è l’olio da olive teniamo molto. Da sempre sosteniamo – l’abbiamo anche fatto con il Manifesto in difesa dell’olivicoltura italiana – l’olio agricolo, cioè quello ottenuto da un territorio in cui si svolge l’intero ciclo di filiera, dall’oliveto alla bottiglia, all’interno di un sistema di relazioni tra olivicoltori e frantoiani. Solo così si valorizza quella biodiversità, e per esteso l’individualità legata a varietà, climi, terreni e tecniche produttive, di cui è costituita l’olivicoltura del nostro Paese, mantenendo nel contempo l’alto valore che questa produzione possiede in termini ambientali, nutrizionali, salutistici, di paesaggio, di cultura. Chi lavora in questo senso da anni ha intrapreso un percorso di alta qualità. Fatto non trascurabile, questo, a cui necessariamente corrisponde un prezzo diverso da quello di saldo degli oli che di italiano hanno poco o niente, e che talvolta non sono neppure extravergini ma il risultato di deodorazioni più o meno spinte o di miscele fantasiose con ingredienti di diversa natura. Purtroppo si fa poco per favorire le produzioni di qualità e si fa ancora di meno per contrastare frodi e sofisticazioni. La Guida agli Extravergini è un piccolo contributo per valorizzare e comunicare il buon lavoro di moltissime aziende agricole, cooperative, frantoi. Quest’anno ne troverete 704 in rappresentanza di 18 regioni, un numero in flessione rispetto allo scorso anno, interpretabile con le problematicità dovute all’andamento climatico e agli attacchi di mosca che, anche se in misura diversa, hanno interessato un po’ tutto lo stivale incidendo sul profilo sensoriale degli oli e comportando, a esclusione di qualche regione, sensibili cali produttivi. Cali che secondo dati Agea porterebbero la produzione intorno alle 300.000 tonnellate, motivo per cui sul mercato ci sarà poco olio italiano. Quello che vi proponiamo lo è senza alcun dubbio. E nel complesso, per merito della capacità dei produttori, delle conoscenze e delle disponibilità tecniche, è anche di buona qualità, con punte di eccellenza confermate dai 28 Oli Slow e dai 53 Grandi Oli. Non male, in fondo.