I difensori del futuro

ALLA SCOPERTA DELLE LORO STORIE

di Silvia Ceriani

Ama la terra – Difendi il futuro: con la nuova campagna di fundraising vogliamo farvi conoscere le storie di tutti coloro che lavorano per garantire un futuro migliore al nostro pianeta e che sosteniamo col nostro impegno quotidiano sul campo. Ve le presenteremo un po’ alla volta, insieme ai nostri progetti. I Presìdi Slow Food, per esempio, oggi sono 511 in 128 paesi del mondo e coinvolgono oltre 13 000
produttori di piccola scala. In Italia, nella zona delle Madonie ce ne sono addirittura cinque, e i produttori si raccontano con queste parole: «Siamo un bel gruppo, formato da una ventina di allevatori, casari, apicoltori, agricoltori di alcuni paesi delle Madonie. Sedici anni fa nemmeno ci conoscevamo, poi è arrivato Slow Food con il progetto dei Presìdi, e oggi siamo inseparabili, uniti da un profondo amore per questa terra. Alcuni anni fa il fagiolo badda di Polizzi Generosa era quasi sconosciuto; la manna delle Madonie, che si raccoglie dalla corteccia dei frassini, era una sostanza misteriosa che si trovava solo in poche erboristerie; la provola delle Madonie era un formaggio poco valorizzato; l’albicocca di Scillato era buonissima, ma nessuno aveva fiducia nelle sue potenzialità; era rimasto un solo apicoltore a custodire l’ape nera sicula. Slow Food, con i Presìdi, ha dato valore a queste piccole produzioni, le ha fatte conoscere e apprezzare in Italia e in altri paesi del mondo. Confrontarci ci ha aiutato a migliorare, collaborare ci ha uniti: facciamo insieme le manifestazioni, i mercati, mentre quando c’è un problema sappiamo che possiamo sempre contare sul nostro gruppetto, e su Slow Food».

Altrove nel mondo i Presìdi sono stati un’occasione di riscatto per le comunità rurali e per moltissimi produttori, come, per esempio, Gjystina Grishaj, produttore albanese di mishavinë, un formaggio appartenente alla grande famiglia dei formaggi nel sacco, ancora oggi diffusi tra la penisola balcanica e l’Anatolia. Il mishavinë si produce esclusivamente nei mesi estivi, quando le greggi pascolano libere alle pendici del monte Trojane, per poi essere consumato nella lunga stagione invernale. Queste sono le parole di Gjystina: «A Kelmend la vita non è facile. L’inverno è lungo, mancano molti servizi e si raggiunge il fondovalle dopo ore di strada sterrata. Ma io amo questa terra, dove le montagne toccano il cielo. E quando molti emigravano, noi siamo rimasti. Dieci anni fa abbiamo partecipato a Terra Madre e questa esperienza ci ha segnato. Abbiamo iniziato a lavorare per promuovere il nostro territorio e abbiamo creato una rete di guest house. Ora sono sempre più numerosi i turisti che decidono di trascorrere qui qualche giorno e che apprezzano i nostri prodotti. Anche per questo abbiamo chiesto a Slow Food di darci una mano per trasformare la nostra produzione casalinga più importante, il mishavinë, in un prodotto vendibile sul mercato. Oggi i migliori chef del paese offrono il mishavinë nei loro ristoranti e questo formaggio è diventato per noi motivo di orgoglio e di riscatto».

In concreto i Presìdi Slow Food hanno effettivamente contribuito a salvare numerose razze animali, specie vegetali, formaggi, pani e salumi che rischiavano l’estinzione; hanno aiutato centinaia di produttori affinché potessero proseguire la propria attività, favorendo il contatto tra consumatori interessati alla qualità e disponibili a pagare un prezzo equo e remunerativo; hanno materialmente contribuito a dimostrare che un’altra agricoltura e un’altra produzione alimentare sono possibili; sono un punto di riferimento per molti piccoli produttori e per molte comunità del cibo di tutto il mondo e sono un modello anche per altri piccoli produttori con i quali oggi Slow Food lavora e collabora per impostare progetti legati non solo all’eccellenza qualitativa, ma anche alla produzione per il consumo quotidiano. Sono, inoltre, un bacino molto importante di saperi e esperienze messe a disposizione di altri produttori tramite scambi e collaborazioni, e costituiscono pertanto alcuni dei nodi fondamentali della grande rete Slow Food. Per realizzare questi progetti, in modo libero e indipendente, Slow Food oggi ha bisogno del vostro aiuto. Anche una donazione di pochi euro è decisiva se arriva da tante persone. Solo così, potremo promuovere un cibo buono, pulito e giusto per tutti e costruire insieme un mondo migliore.


 

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