I vincitori di Slow Pack 2014 raccontano il mondo del packaging

Experimento Beer e DoDesign-s insieme per difendere la biodiversità attraverso le etichette

di Valentina Bianco

Gli imballaggi, con il loro breve ciclo di vita, sono una delle principali fonti di produzione di rifiuti. Se a questi si aggiungono le emissioni generate, sia direttamente sia indirettamente, durante la produzione e la vita di un prodotto, le quantità di rifiuti e sostanze inquinanti aumentano con conseguenze importanti per l’ambiente, l’economia e la popolazione.

Per premiare le aziende che si impegnano attivamente in quest’ambito, Slow Food ha dato vita al premio Slow Pack, il concorso dedicato ai migliori packaging che abbiano rispettato la necessità di ragionare su come conservare al meglio il contenuto tramite un contenitore buono, pulito e giusto.

Tra i vincitori dell’edizione 2014, premiati durante Terra Madre Salone del Gusto (www.salonedelgusto.com), ci sono Experimento Beer (www.experimentobeer.com) e l’impresa grafica DoDesign-s (www.dodesign-s.com.br).

La vostra non è solo birra. Raccontateci il vostro prodotto.

«Experimento Beer va oltre la produzione di birre speciali. Usiamo come materia prima frutti nativi del Brasile, come l’umbu e il murici, valorizzando l’origine e la qualità della biodiversità regionale, in parte minacciata dal pericolo di estinzione. Collaboriamo con molte comunità legate all’agricoltura familiare e alla raccolta di frutti provenienti da diversi ecosistemi del Brasile.»

Perché il vostro progetto è importante per il movimento Slow Food?

«Il progetto è nato nel 2014 da una coppia di attivisti, Arthur Schuler (fondatore di Experimento Beer) e Anna Paula Diniz (art director di DoDesign-s). Fin dalla sua fondazione, nel 2003, DeDesign-s si è impegnato, dal punto di vista sociale e politico, con le comunità del Brasile e dell’America Latina: ha creato e gestisce il sito di Slow Food Brasile, ha lavorato ad alcune pubblicazioni e in collaborazione con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità per la realizzazione di un laboratorio su imballaggi ed etichette con identità con il Presidio del Merkén delle comunità Mapuche, in Cile. In particolare, nell’ambito del progetto con Experimento Beer, DoDesign-s ha creato una rete di contatti con le comunità dei produttori di frutta. Attraverso la nostra attività, riteniamo sia possibile promuovere un rapporto giusto ed equilibrato tra produttori e consumatori di birra, arricchendo questo settore di valori come la difesa della biodiversità, la valorizzazione dei saperi tradizionali, l’importanza del rapporto diretto con i produttori e i fornitori.»

Come avete scelto l’etichetta?

Come può rappresentare il significato del marchio? Qual è il legame tra prodotto ed etichetta, secondo voi?

«Al di là dell’identificazione dell’origine, l’etichetta di Experimento Beer dà visibilità ai produttori: funziona come mezzo di comunicazione tra tutte le fasi della filiera, fino al consumatore finale. Le informazioni geografiche sono importanti per far conoscere chiaramente l’origine della frutta usata, così come il qr code fornisce informazioni sulle cooperative e le caratteristiche della birra. Inoltre, l’indicazione del bioma e della sua altitudine definisce il territorio.»

Avete vinto il premio Slow Pack 2014: che cos’ha significato per i produttori?

«Il premio ha dato visibilità ai produttori e ha facilitato il dialogo con i finanziatori del progetto nelle comunità. Attraverso le proposte di DoDesign-s, è stato creato un nuovo progetto, “Ponti verso la sostenibilità”, che intende creare nuove possibilità e sviluppare nuovi mercati per i territori di produzione degli ingredienti che già usiamo, dai frutti alle radici, dai semi alle spezie. I risultati di queste connessioni tra Do-Design ed Experimento Beer saranno già visibili a Terra Madre Salone del Gusto 2016, dove parteciperanno due agricoltori: un rappresentante della comunità di produttori di murici e un produttore di caffè. La loro partecipazione sará finanziata dall’ong tedesca Misereor (Germania) e dalla belga Trias.»

Che cosa significa, per il movimento dei produttori di birra del Brasile, partecipare a Terra Madre Salone del Gusto?

«All’evento vorremmo comprendere meglio il movimento di Slow Beer nel mondo, per contribuire nel modo più efficace possibile alla diffusione del manifesto Slow Beer in Brasile.»

Qual è il messaggio che vorreste trasmettere attraverso lo stand Slow Beer a Terra Madre Salone del Gusto?

«Proporremo la degustazione di alcuni prodotti con cui lavoriamo e dai quali ricaviamo le nostre birre, assieme a due produttori delle cooperative che collaborano con noi. In questo modo vorremmo trasmettere l’importanza delle materie prime nella nostra produzione e nella produzione artigianale in generale. Le stesse materie prime che rendono le birre artigianali uniche, nel sapore, nella tradizione che racchiudono… e nell’etichetta!»