Il senso dello spazio Slow Food a Expo

di Serena Milano e Federica Bolla

Le tre cascine della chiocciola ospiteranno una mostra didattica dedicata alla biodiversità, una grande area degustazione con vini e formaggi e uno spazio associativo ricco di appuntamenti. Al centro un orto lombardo con varietà di stagione

La mostra che Slow Food allestirà a Expo partirà dalla domanda “Come è possibile nutrire il pianeta garantendo a tutti un cibo buono, pulito e giusto? e illustrerà – con dati, esempi, testi, video, installazioni e giochi – la risposta di Slow Food: “è possibile, ripartendo dalla conoscenza e dalla salvaguardia della biodiversità”. Tutelare la biodiversità, infatti, significa rispettare tutte le diversità: dei territori, dei saperi, delle culture. Significa coltivare tante cose diverse, ma su piccola scala. Significa produrre di meno, ma dare più valore a ciò che si produce e non sprecare. Significa mangiare soprattutto cibo locale. Significa promuovere un sistema in equilibrio, durevole, sostenibile. Significa tutelare pescatori, pastori, contadini di piccola scala che conoscono i fragili equilibri della natura e operano in armonia con gli ecosistemi. La mostra si svolgerà in diverse tappe: grandi tavoli in legno sui quali i visitatori potranno leggere testi, vedere foto e video, giocare.

01. La biodiversità
Il primo tavolo illustrerà il valore della biodiversità e spiegherà il suo legame con il cibo quotidiano.

02. Mondi a confronto
Il secondo tavolo confronterà due modelli di agricoltura, allevamento, pesca e consumo di cibo: alcuni pannelli girevoli proporranno da un lato l’immagine di una monocoltura di mais e, dall’altro, un’azienda che preserva l’agro-biodiversità; da un lato un allevamento intensivo di galline ovaiole e, dall’altro, polli allevati all’aperto, e così via.

03. L’albero del cibo
Verrà presentato l’approccio olistico di Slow Food al cibo, illustrato con la metafora dell’albero: i rami rappresenteranno il gusto, l’olfatto, il tatto, la cucina… Le radici saranno la terra, l’acqua, il clima, i saperi, la lingua, la musica.

04. I sensi del cibo
Alcuni spazi saranno quindi dedicati a esperienze sensoriali (i visitatori dovranno scoprire prodotti nascosti in una serie di contenitori, attraverso l’olfatto e il tatto) e a giochi per bambini.

07. Il carrello della spesa
Un tavolo descriverà alcuni dei cibi che sempre più spesso riponiamo nel carrello della spesa (bibite gassate, merendine, crocchette di pollo e così via). Accanto a ogni prodotto (proposto in formato gigante) un breve testo spiegherà le conseguenze del suo consumo: l’impatto sull’ambiente e sulla nostra salute.

08. Un mondo di mais
Sarà dedicato al mais, primo prodotto agricolo del mondo, presente ormai nella maggior parte dei nostri cibi quotidiani sotto forma di svariati ingredienti.

05. La linea del tempo
Si racconterà la storia del rapporto fra uomo e terra, soffermandosi in particolare sugli ultimi settant’anni (l’epoca dell’agricoltura industriale).

06. La sesta estinzione
Sarà dedicato alla cosiddetta sesta estinzione e spiegherà con diversi strumenti (testi cartacei, video e una clessidra gigante) il ritmo sempre più veloce con il quale stanno scomparendo razze animali, varietà vegetali, ma anche insetti (api, farfalle, bombi…), microrganismi, saperi e tecniche tradizionali.

10. Dopo expo?
Alla fine del percorso un grande mappamondo visualizzerà i principali progetti di Slow Food nel mondo (Presìdi e orti) e racconterà il destino dell’allestimento dopo Expo: al termine dell’esposizione, infatti, le strutture saranno smontate e regalate a scuole, istituzioni e associazioni.

09. Buono, Pulito e Giusto
Attraverso 24 schermi verranno presentati centinaia di esempi positivi di agricoltura sostenibile e consumo responsabile: si potranno visionare documentari e video clip su Presìdi, Mercati della Terra, orti comunitari e scolastici, ma anche tanti progetti di altre associazioni e organizzazioni.

Nello spazio centrale (la corte) – all’interno di grandi vasche in legno – ci sarà un orto agro-ecologico, per raccontare uno dei progetti centrali nella strategia Slow Food. Sarà un orto tipico lombardo e ospiterà – nei sei mesi della manifestazione – alcune varietà orticole tradizionali della regione: dal fagiolo di Gambolò alla cipolla rossa di Breme, dal mais spinato di Gandino – una delle prime varietà di mais introdotte nel nostro Paese nel XVII secolo – al peperone di Voghera. Accanto, troveranno posto piccole aiuole di piante aromatiche e una vera e propria farmacia verde, cioè uno spazio dedicato alle piantine medicamentose (equiseto, camomilla, papavero, finocchio).

La visita all’orto sarà organizzata come un percorso didattico, durante il quale sarà possibile apprendere alcune pratiche fondamentali per realizzare un orto secondo l’approccio dell’agro-ecologia: saranno mostrate alcune consociazioni tradizionali (per esempio mais e fagioli), ci saranno una compostiera e fasce di fiori, utili per “distrarre” gli insetti nocivi che potrebbero attaccare i vegetali coltivati nell’orto.

Ma perché coltivare un orto all’interno dello spazio Slow Food a Expo? Perché è lo strumento più efficace per stabilire un rapporto individuale, intimo con la terra, per promuovere un’agricoltura sostenibile e un consumo responsabile: coltivare il proprio cibo significa comprenderne il valore, imparare a non sprecare, conoscere e scegliere cibi di stagione.

Inoltre, il piccolo orto di Milano rappresenterà, su piccola scala, la grande rete di orti comunitari e scolastici di Slow Food (una rete attiva in tutto il mondo e in particolare in Italia, con oltre 400 orti in condotta, negli Stati Uniti e in Africa, dove si coltivano oltre 1300 orti che entro pochi anni diventeranno 10.000).

L’utile dell’area Slow Food a Expo (generato dalle degustazioni negli spazi Slow Cheese e Slow Wine) sarà destinato proprio al progetto dei 10.000 orti in Africa.

Dalla teoria si passerà alla pratica nell’area degustazione, dove la biodiversità sarà tutta da assaggiare. Nel secondo edificio, i visitatori avranno l’opportunità di scoprirne il significato gustando la grande diversità di prodotti lattiero-caseari. L’intero padiglione sarà composto di due sezioni: una dedicata al mondo dei formaggi, denominata Slow Cheese, in cui sarà possibile provare, nel corso dei sei mesi, più di 80 prodotti artigianali, italiani e internazionali; l’altra, denominata Slow Wine, in cui i visitatori avranno la possibilità di accompagnare alla degustazione un calice di vino selezionato dalla Banca del Vino di Pollenzo. Perché la filiera lattiero-casearia? Perché il mondo dei formaggi è un esempio perfetto di come si declina la biodiversità (animale e vegetale) quando si trasforma in cibo. Da tre semplici ingredienti – latte, caglio e sale – nascono infatti migliaia di prodotti diversi per sapore, forma, colore, profumi. E ogni formaggio artigianale è unico, perché legato a una razza animale, a un territorio, a una tecnica e alla manualità del casaro. I formaggi in degustazione nell’area Slow Cheese saranno a latte crudo, in rappresentanza di una battaglia ventennale di Slow Food, in difesa di un latte integro, non standardizzato dalla pastorizzazione e capace di trasferire ai formaggi i profumi delle erbe e dei fiori dei pascoli.

Ogni settimana ci sarà una selezione di quattro tipologie: una Dop italiana (parmigiano reggiano, bitto delle Valli Orobiche, fontina della Valle d’Aosta, mozzarella di bufala, asiago, pecorino siciliano…), alcune produzioni più piccole, in prevalenza Presìdi Slow Food (dal bagòss di Bagolino alla provola dei Nebrodi) e un formaggio europeo, proveniente da Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Regno Unito… I quattro formaggi saranno proposti in una scatoletta tonda in legno (simile alla scatoletta del camembert), che i visitatori potranno portarsi a casa (assieme al bicchiere di vetro), come ricordo della degustazione.

Infine, ci sarà uno spazio Info Slow Food e Bookshop, che darà ai visitatori la possibilità di conoscere meglio l’associazione e i suoi progetti, per sfogliare e acquistare i libri della casa editrice e per chi deciderà associarsi.

Lo Slow Food Theater ci permetterà di dare voce ai contadini e alle comunità del cibo di tutto il mondo

Il terzo edificio ospiterà lo Slow Food Theater, un’area di circa 40 posti ad accesso libero, in cui approfondiremo i temi del cibo e dell’alimentazione attraverso workshop, conferenze, incontri con produttori, tecnici, giornalisti, cuochi… Questo spazio ci permetterà di affrontare il tema “Nutrire il pianeta” a 360 gradi, parlando di biodiversità, ma anche di giustizia, economia, politica, storia, salute… Il teatro sarà uno spazio di incontro e scambio e potrà ospitare lezioni, conferenze, proiezioni di film e documentari, rappresentazioni teatrali o musicali, dimostrazioni pratiche (dalla filatura della mozzarella alla preparazione del cuscus) e tanto altro.

In particolare, questo spazio ci permetterà di dare voce ai contadini e alle comunità del cibo di tutto il mondo e anche alle associazioni che non hanno modo di essere presenti all’interno di Expo 2015 con una loro area. L’invito a partecipare è quindi rivolto a tutti: dalla nostra rete Slow Food (associazioni nazionali, convivium, Presìdi, Mercati della Terra, comunità del cibo di Terra Madre, aziende che operano in coerenza con la filosofia slow) agli altri soggetti della società civile (che aderiscono all’International Participant Agreement o sono parte di Expo dei Popoli e del progetto Cascina Triulza).

Come arrivare e quanto costa

L’area Slow Food si trova al fondo del Decumano, la via principale che taglia longitudinalmente tutto il sito di Expo, e a pochi passi dall’ingresso Est. Lo spazio si trova ai piedi della collina mediterranea e si inserisce all’interno dell’area dedicata alla Biodiversità.

L’ingresso al padiglione Slow Food è libero e gratuito, occorre invece acquistare un biglietto per la degustazione di formaggi e vini (disponibile direttamente in loco).

Degustazione

Il prezzo del biglietto è di 8 euro e comprende l’assaggio dei quattro formaggi della settimana (tre formaggi di varie regioni italiane e un formaggio europeo). Per chi volesse aggiungere al pacchetto l’abbinamento a un calice di vino, selezionato dalla Banca del Vino di Pollenzo, il prezzo è di 10 euro.

L’utile delle degustazioni sarà devoluto al progetto 10.000 orti in Africa.