Insieme per la biodiversità

Slow Food Brasil e il Governo brasiliano lavorano insieme per far diventare l’educazione alimentare il principale strumento di sensibilizzazione dei consumatori

di Valentina Bianco

Il Brasile è considerato il Paese con maggiore biodiversità nel mondo, con più di 3000 specie di piante commestibili, un numero incalcolabile di funghi, molte specie animali a fronte di poche razze autoctone ufficialmente riconosciute.
Nonostante questo la sua biodiversità è molto vulnerabile, a causa delle pressioni del mercato, della costruzione di centrali idroelettriche e di grandi impianti produttivi, della speculazione immobiliare, delle monoculture (fortemente dipendenti dalla chimica, dai fertilizzanti e dagli ogm) e dei disastri ambientali. Allo stesso modo, vivono in una situazione di rischio le comunità tradizionali, le famiglie di agricoltori, gli assentados della riforma agraria, i popoli indigeni e afro-discendenti, custodi della cultura agroalimentare, travolti anch’essi dai nuovi modelli di consumo che propongono cibo industriale, privo di valore nutrizionale e culturale. Tutto ciò fa sì che un enorme patrimonio agroalimentare sia a rischio di scomparsa.

«Per far fronte a questo modello, Slow Food Brasil è impegnato da oltre un decennio nella diffusione di un sistema diverso di produzione e consumo, che utilizza l’educazione alimentare come principale strumento di sensibilizzazione dei consumatori – dice Glenn Makuta, referente per la comunicazione di Slow Food Brasile –. Per raggiungere quest’obiettivo incentiviamo relazioni dirette con i produttori, promuoviamo campagne per incidere sulle politiche pubbliche, stimoliamo l’integrazione e il coordinamento tra gli attivisti della nostra rete». L’impegno di Slow Food Brasil ha ottenuto un riconoscimento e sostegno crescente da parte delle altre organizzazioni della società civile e delle istituzioni pubbliche. Durante il 2015, a seguito della firma di un accordo di cooperazione con il Ministero dello Sviluppo Agrario del Brasile, è stato confermato l’interesse del governo a collaborare con Slow Food. «Attraverso il progetto Alimentos bons, limpos e justos: ampliação e qualificação da participação da agricultura familiar brasileira no movimento Slow Food, promosso dal Ministero dello Sviluppo Agrario, da Slow Food e dall’Università Federale di Santa Catarina – spiega Ligia Meneguello, referente per i progetti e partnership di Slow Food Brasil –, vogliamo contribuire al rafforzamento dell’agricoltura familiare brasiliana, dando visibilità ai suoi prodotti e rendendoli accessibili al consumatore finale e, quindi, promuovere l’autonomia e la permanenza nel campo. Questo avverrà collaborando con le comunità nella costruzione di strategie, nell’organizzazione di formazioni e scambi, e nella partecipazione a eventi in tutto il Paese, e promuovendo l’avvicinamento al movimento Slow Food».

«L’agricoltura familiare produce il 70% del cibo consumato dalle famiglie brasiliane. Un dato che dimostra il protagonismo e la forza che ha acquisito negli ultimi anni – afferma Georges Schnyder, presidente di Slow Food Brasile e consigliere internazionale di Slow Food –. Oltre a difendere, valorizzare e promuovere la biodiversità, la qualità delle produzioni e l’accesso a cibi buoni, puliti e giusti per tutti, vogliamo dare forza politica e istituzionale agli agricoltori e offrire opzioni diverse di acquisto ai consumatori, in contrapposizione a un modello agricolo industriale imperante che produce commodities e alimenti transgenici.».
«L’Arca del Gusto – conclude Georges –, al centro del progetto, è la depositaria delle speranze dell’umanità per la biodiversità. L’impegno del governo brasiliano, che si spera non andrà perduto a causa della nuova situazione politica, è un impegno preciso per la conservazione della biodiversità e per la sua accessibilità per tutti i brasiliani.
Il riconoscimento effettivo dell’Arca del Gusto, che conta oggi più di 80 prodotti in Brasile (e oltre 150 sono in attesa di valutazione), attraverso un progetto che valorizza l’agricoltura familiare brasiliana, indica una direzione chiara di una politica pubblica a favore dello sviluppo sostenibile in Brasile».
Nell’ultimo decennio, in particolare, il Brasile è stato un esempio per l’America Latina nel disegno e attuazione di politiche pubbliche e programmi a favore dell’agricoltura familiare, dell’associazionismo e del cooperativismo.
Tali politiche e programmi ricoprono un ruolo strategico nella promozione delle economie locali, dello sviluppo territoriale con identità culturale, e nella creazione di opportunità per i giovani che vivono nelle zone rurali.
Resta da vedere ora la direzione che assumerà il governo ad interim brasiliano, e come porterà avanti i risultati di un decennio di politiche che hanno condotto il Brasile fuori dalla mappa mondiale della fame e della povertà.