Intro

di Carlo Bogliotti

Si chiude il terzo anno della (oggi relativamente) nuova avventura di Slow, la rivista di Slow Food e si chiude il terzo esempio di come questo piccolo ma prezioso prodotto editoriale sia mutato ogni anno, mantenendo una coerenza nell’arco delle sue quattro uscite trimestrali, andando ogni volta a comporre un mosaico che acquista maggior peso concettuale una volta che si è completato l’insieme della sua annata. Il 2015 è stato l’anno del cibo quotidiano, attraversato dagli eventi (Vinitaly, Slow Fish, Cheese, Terra Madre Giovani) e dalla nostra presenza nei sei mesi di Expo. Un bilancio politico e non solo, che non può mancare in questo numero (a firma del presidente Gaetano Pascale e nella sezione dedicata), ci porta a rinforzare quanto mai
Nel 2016 Terra Madre
Salone del Gusto uscirà
dalla sua storica sede
del Lingotto Fiere
a Torino per diffondersi
nella città, esattamente
come avviene per Cheese
a Bra e per Slow Fish
a Genova
l’impegno di Slow Food su tutti i temi sin qui sviluppati nella sua lunga storia. Una storia che in Italia il prossimo anno ci porterà a spegnere trenta candeline. Non è stato un caso se il comunicato stampa di chiusura di Expo di Slow Food Italia recitava: «Il nostro Expo inizia oggi, mentre si chiudono i cancelli a Rho». Con la rivista 2015 volevamo lasciare un tesoretto d’idee su questo fronte e intanto offrire un servizio ai soci per orientarsi meglio nei loro consumi di tutti i giorni. Abbiamo affrontato le varie categorie merceologiche del cibo, senza approfondire troppo ma ripartendo sempre dalle basi. Suggerimenti semplici, regole facili da applicare quando si fa la spesa, pareri di esperti che sono alla radice del nostro concetto di qualità declinata secondo il buono, pulito e giusto. È questa la nostra idea di cibo quotidiano. Ai soci più informati potrà anche essere sembrato riduttivo, ad altri invece sarà sicuramente risultato molto utile. L’idea di ripartire dalle basi non deve passare in secondo piano: crediamo che sia strategica e che valga, probabilmente, per tutto il mondo Slow Food. L’esperienza di Expo ci ha insegnato che interagire con un pubblico di massa non è così immediato per il tipo di messaggio di cui ci facciamo portatori e che la percezione media del nostro lavoro è viziata ancora da tante incomprensioni, luoghi comuni, inefficienze nella comunicazione. Tutto questo nonostante che la sensibilità potenziale verso i temi del cibo e della sostenibilità sia in forte incremento.

Ripartire dalle basi significa riaffermare concetti e buone pratiche che non bisogna mai dare per scontate, farle proprie e raccontarle con pazienza, cercando di distribuire i nostri semi presso un pubblico sempre più mutevole e distratto. Questo tipo di approccio ci sembra vincente e crediamo che possa essere utile tenerne conto anche in vista del prossimo Terra Madre Salone del Gusto. Non abbiamo scritto male: è questa la nuova dicitura del nostro maggiore evento, che nel 2016 (è ufficiale da pochi giorni mentre scriviamo) uscirà dalla sua storica sede del Lingotto Fiere a Torino per diffondersi nella città, esattamente come avviene per Cheese a Bra e per Slow Fish a Genova. Ma in questo caso stiamo parlando di qualcosa di molto più grande, che dovrà entrare nel cuore della città (il parco del Valentino e le belle strutture storiche di una Torino sempre più affascinante e viva) e che soprattutto dovrà vedere la nascita di un progetto nuovo, di nuove modalità di partecipazione e di organizzazione, di tante idee da raccontare al pubblico, a partire dalla centralità che si pone senza esitazioni su Terra Madre, come si evince dal nome ufficiale della kermesse. Oltre alla location anche le date subiranno qualche modifica: abbiamo anticipato l’evento di un mese (dal 22 al 26 settembre 2016) proprio perché si terrà in gran parte en plein air. Naturalmente a Bra, a Torino e anche nei territori si sta già lavorando alacremente e si sono già fatti i primi passi importanti per l’organizzazione di Terra Madre Salone del Gusto 2016. Il prossimo anno da queste pagine non potremo far altro che tenervi informati, sviluppare le narrazioni che poi si manifesteranno concretamente il prossimo settembre e accompagnare il tutto con la solita creatività nel proporvi una rivista che sia anche bella da rigirare tra le mani, sfogliare distrattamente, conservare in casa con un pizzico di orgoglio. In quanto all’oggi, invece, vogliamo augurare a tutto il mondo Slow Food un 2016 meraviglioso, un anno che scommettiamo sarà decisivo per il futuro del movimento, un’avventura che vogliamo affrontare con entusiasmo: (anche) noi ci saremo.