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La nuova enciclica di Papa Francesco denuncia ciò che il nostro mondo slow cerca di portare sotto i riflettori da anni

Mentre ci accingiamo ad andare in stampa con questo numero di Slow, esce l’enciclica di Papa Francesco intitolata Laudato si’ – Enciclica sulla cura della casa comune. È per due motivi importantissimi che poniamo un fatto d’attualità nell’introduzione di questa edizione. Il primo è che si tratta di un testo rivoluzionario nel suo lanciare un messaggio universale a tutta l’umanità (indistintamente alle diverse fedi e anche ai non credenti): è di una potenza dirompente nel suo denunciare ciò che il nostro mondo slow cerca di portare sotto i riflettori da anni, insieme a tutti i movimenti ambientalisti e alla società civile. Stiamo distruggendo la Terra, depredando risorse in maniera dissennata, costringiamo alla fame un milione di nostri simili, perpetriamo ingiustizie alla parte povera dell’umanità e al pianeta. La denuncia è lucida e completa, l’enciclica non fa sconti e scende nei particolari: acqua, biodiversità, suolo, cibo, multinazionali delle sementi, ogm… Tutto ciò che è parte dei nostri discorsi da decenni e che trova nelle parole di Francesco una sintonia quasi perfetta, per La “Guida alla lettura” è stata affidata a Carlo Petrini: un fatto rivoluzionario e di una forza incredibile certi versi sorprendente. L’elemento ancora più forte è che alla denuncia segue un richiamo all’azione, anche questo preciso, concreto e circostanziato, sia per i singoli – nelle proprie scelte quotidiane – che per il mondo della politica: locale, nazionale e sovranazionale. Un richiamo che non può lasciare indifferenti coloro che si battono da tempo e che trova un nuovo importante alleato. Si tratta di uno dei messaggi politici più forti dei nostri giorni e, seppur calato nel contesto delle Scritture e della fede in Dio, disegna un nuovo umanesimo che è molto simile a quello che sogniamo e cerchiamo di costruire da anni. Un’umanità pienamente consapevole di essere parte della natura e di non poterla dominare senza scrupoli, un uomo che cerca di costruire un futuro per il pianeta in cui iniquità e ingiustizie siano debellate e la qualità della vita sia un diritto fondamentale e pienamente condiviso. Il mondo laico non può restare indifferente e ci sono davvero le basi per costruire, nella diversità, un’alleanza planetaria tra coloro che a vario titolo lavorano per ciò che noi chiamiamo buono, pulito e giusto. Un secondo motivo di importanza di quest’enciclica è che nell’edizione uscita in Italia a cura di Edizioni San Paolo – una delle due ufficiali, l’unica con una guida al testo in apertura – la Guida alla lettura è stata affidata a Carlo Petrini, il nostro presidente. Un fatto rivoluzionario per Slow Food e, anche in questo caso, di una forza incredibile: un noto agnostico viene chiamato a commentare un testo del Papa. Vista l’affinità del messaggio dei due personaggi in questione, a posteriori la cosa non stupisce più di tanto, e non fa che rafforzare il messaggio comune. È strano che sulle pagine di un periodico di Slow Food si chieda ai lettori di procurarsi il testo di un’enciclica (ovviamente consigliamo quello introdotto da Petrini), ma dopo averlo letto non abbiamo dubbi nel sostenere che quelle pagine danno un nuovo e più grande significato a ciò che, laicamente, stiamo costruendo da tempo. Ne siamo felici e per questo volevamo condividerlo con voi sul nostro house organ.