La Campania del Grand Tour

di Antonio Puzzi

«Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate… Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!» Scriveva così Johann Wolfgang von Goethe al tempo del suo Grand Tour, il viaggio che gli intellettuali europei erano soliti intraprendere in Italia tra fine Settecento e metà Ottocento, rimanendo affascinati dal Belpaese. Oggi, a circa due secoli e mezzo di distanza, l’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania, in collaborazione con Scabec, suo braccio operativo per i progetti di promozione e valorizzazione dei beni culturali, ha deciso di ridare vita al viaggio in Campania, ripercorrendo sulle orme del Grand Tour i luoghi che conquistarono la borghesia ottocentesca. Nato nel 2014, il progetto “Viaggio in Campania – Sulle orme del Grand Tour” ha l’obiettivo di diffondere, grazie a una serie di iniziative, la ricchezza storica, artistica, culturale e ambientale della Terra Felix. In questa seconda edizione, in programma da maggio 2015 a marzo 2016, il Grand Tour si declina in cinque percorsi tematici (musica, artigianato, vini, sapori e percorsi notturni) con 110 appuntamenti in 80 siti culturali. In particolare, per la sezione “La Campania dei Sapori”, Regione e Scabec (Società campana beni culturali) hanno chiesto a Slow Food Campania di definire un calendario di appuntamenti che, insieme a visite guidate nei luoghi dell’arte e della cultura, porti alla scoperta dei Presìdi Slow Food. Sono nati così 23 incontri che vedono protagonisti, ogni sabato dal 9 maggio a fine ottobre, le Condotte campane e i produttori dell’agroalimentare d’eccellenza presenti sul territorio regionale.


In questa seconda edizione il Grand Tour
si declina in 5 percorsi tematici
(musica, artigianato, vini, sapori
e percorsi notturni) con 110 appuntamenti
in 80 siti culturali campani

«Slow Food è un partner importante per il Grand Tour in quanto foriero di competenze e professionalità nel racconto e nella valorizzazione del settore agroalimentare – sostiene Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche sociali e culturali della Regione Campania –. Siamo certi che l’associazione fondata da Carlo Petrini sarà in grado di condurre tutti alla scoperta del cibo buono, pulito e giusto della Campania Felix». Per rispondere alle attese, Slow Food Campania ha messo in campo la sua formazione migliore: dal carciofo violetto di Castellammare che concluderà la visita a Villa San Marco (9 maggio), alla cipolla alifana (10 ottobre), passando per la colatura tradizionale di alici di Cetara raccontata nella Villa Romana Marittima di Minori (16 maggio), gli antichi grani delle colline beneventane ospitati al Museo del Sannio e al Palazzo Paolo V di Benevento (20 giugno) e gli antichi pomodori di Napoli che saranno presenti alla Certosa di San Martino (4 luglio) e alla Reggia di Capodimonte (5 settembre). Tappe anche in Irpinia per conoscere il broccolo aprilatico di Paternopoli (16 maggio) e in Cilento, dove – tra gli altri appuntamenti – a Pollica (8 agosto) si presenterà il Presidio Slow Food dell’oliva salella visitando il Museo della Dieta Mediterranea. Come ogni Grand Tour che si rispetti non si poteva però trascurare il Vesuvio: a fine agosto dunque la papaccella napoletana sarà ospite alla Villa di Augusto di Somma Vesuviana e un mese dopo il pomodorino del piennolo sarà protagonista all’Antiquarium di Boscoreale. A completamento del percorso, Slow Food Campania ha poi coinvolto i principali Consorzi di tutela della regione, in primis quello della mozzarella di bufala che sarà protagonista il 13 giugno a Sant’Angelo in Formis (frazione di Capua). E non mancheranno appuntamenti con la pizza napoletana e la pasta di Gragnano. Per partecipare agli eventi sono disponibili cinque card, una per ciascun tema. La Grand Tour Card, nelle sue versioni, è acquistabile nei punti vendita Artecard (Capodichino, Stazione Centrale, principali musei) e online su www.campaniartecard.it al costo di 12 € per le card Musica, Sapori, Vini e Artigianato e 16 € per la card degli eventi notturni a Ercolano e Paestum. Le prime quattro prevedono l’ingresso gratuito per i più giovani.

L’attività condotta da Slow Food Campania si inserisce nel programma quadriennale dell’associazione regionale che pone tra i suoi obiettivi il progetto Slow Tour, con il quale si intende offrire ai flussi turistici che giungono nel territorio campano la possibilità di scoprire le tipicità agroalimentari e vivere l’esperienza dell’incontro con i produttori. «Slow Food Campania e Scabec vogliono restituire al cibo la sua valenza di bene culturale – afferma Giuseppe Orefice, presidente Slow Food Campania e Basilicata – ponendolo su un piano di equivalenza sia rispetto alle risorse storicoartistiche sia rispetto alle potenzialità di grande attrattore che possiede. Il fine ultimo è dunque restituire dignità ai tanti artigiani, agricoltori, gastronomi che hanno conservato intatti i patrimoni di biodiversità, sapere e conoscenze e che devono avere la possibilità di vedere riconosciuto il valore del loro lavoro e del loro impegno».