La più bella degustazione dell’anno

di Giancarlo Gariglio

Una grandissima festa del vino: potrebbe essere semplicemente riassunta così la presentazione e degustazione nazionale di Slow Wine 2017 che si è tenuta il 15 ottobre scorso a Montecatini Terme. Oltre 2000 persone si sono ritrovate in Toscana per celebrare oltre 500 cantine che offrivano il loro vino in degustazione, per un totale di etichette che sfiorava quasi il migliaio. Bisogna senza dubbio rendere onore alle Terme Tettuccio, location della degustazione, perché la stragrande maggioranza degli intervenuti ne hanno parlato come uno dei luoghi più suggestivi e belli dove organizzare una degustazione. Il magnifico colonnato conferisce eleganza e copertura ai tavoli d’assaggio e il parco che circonda le terme è un rifugio piacevole per chi desidera fare due passi tra un bicchiere e l’altro.
Insomma, Slow Wine 2017 conferma un trend positivo che pare sfatare i lugubri rintocchi della campana a morto che qualcuno aveva cominciato a suonare per le guide vinose cartacee.
Il successo di pubblico e la sua stessa qualità, formato da una grandissima parte di giovani appassionati, che costituiscono il futuro del settore, sono una testimonianza della vivacità del nostro progetto e probabilmente il nostro più grande punto di orgoglio. Sicuramente ha pagato la continua voglia di mettersi in gioco e la perseveranza per alcuni punti fermi che ormai connotano il nostro metodo di lavoro. Il fatto di visitare le cantine anno dopo anno è per moltissimi una garanzia di controllo e di rigore, oltre che di ampia conoscenza dei vari territori che andiamo a raccontare. E poi la versione 2017 è quella più ricca di novità da quando esiste Slow Wine.

Una prima, grande rivoluzione riguarda direttamente i criteri di valutazione delle cantine e dei vini. Abbiamo deciso di conferire la Chiocciola e il Vino Slow – i due riconoscimenti che hanno una stretta familiarità con la nostra associazione – solo alle cantine che non utilizzano diserbanti chimici in vigna. La seconda novità, forse ancor più importante (certamente simbolica), è l’apertura dei confini di Slow Wine. Da questa edizione troverete nelle pagine della nostra guida diverse cantine slovene che solo la storia ha diviso dal continuum geografico e varietale friulano. Tra Collio e Brda, tra Carso e Kras, non ci sono montagne a fare da spartiacque né alcunché a differenziare i territori, solo un confine politico tracciato a tavolino che non ha impedito nei decenni ai vignaioli di intraprendere un percorso viticolo molto simile e di avere molte più cose in comune di quante li possano dividere.

Infine: quest’anno abbiamo creato una nuova sezione, che speriamo raccolga il vostro interesse. Alla fine di Slow Wine c’è una lista dei 100 migliori locali italiani in cui bere bene. Un chiaro invito a tutti i nostri lettori di girare l’Italia con Slow Wine 2017 sotto mano e di trovare così i posti migliori dove poter degustare i vini che piacciono a noi. Nei numeri di riconoscimenti, invece, Slow Wine 2017 non cresce, questo perché siamo convinti che tenere sempre molto alta l’asticella serva ai nostri lettori e a chi desidera comprare i vini. Non siamo una fabbrica di riconoscimenti perché è giusto pretendere sempre di più e chiedere ai produttori di fare un passo avanti nella sostenibilità ambientale e nella qualità organolettica dei propri prodotti.