L’eredità di Expo: #IOMANGIOGIUSTO Slow Food, Action Aid e Cittadinanzattiva insieme per migliorare le mense scolastiche

di Francesca Rocchi

Vi siete mai chiesti quante siano le persone che tutti i giorni, volontariamente, partecipano con le loro azioni a quella che viene definita la società civile? Cosa vuol dire società civile? Senza scomodare Rousseau, Hegel e Marx che su questo hanno già fatto da tempo i loro pensieri, per società civile lo Zingarelli intende «l’insieme delle relazioni associative, economiche, culturali e sociali intercorrenti nelle società complesse tra i cittadini, che si pone come un reticolo distinto e talvolta contrapposto allo Stato e alla società politica». Per noi attivisti Slow Food la definizione si traduce in vita quotidiana, quella fatta di partecipazione attiva alla vita del nostro paese, di azione nelle nostre condotte per cercare di far sì che tutti possano portare avanti il loro diritto di vivere meglio, cominciando da quello che mangiamo. Per noi, nati quasi trent’anni fa, la strada è stata tracciata seguendo il filo logico della tutela delle tradizioni, della biodiversità, del diritto al cibo buono pulito e giusto per tutti ma per fortuna non siamo stati i soli ad attivare reti e comitati locali, a intrecciare ragionamenti per la tutela dei nostri diritti. In Italia le associazioni no profit sono più di 300 000 tra micro e macro, e mobilitano ogni giorni centinaia di migliaia di persone, reti che esercitano, attraverso le loro azioni, il loro diritto fondamentale di partecipare alle decisioni che riguardano la cura di interessi aventi rilevanza sociale. Questo diritto sancito dall’articolo 118 nella nostra Costituzione è il risultato di battaglie portate avanti proprio dalla società civile e dalla forza della gente che non vuole più restare a guardare come viene gestito il nostro paese, ma vuole partecipare attivamente. Nel mondo ideale può sembrare semplice ribadire un diritto sancito dalla Costituzione, quando in realtà è veramente difficile riuscire a concretizzare risultati importanti, tali da poter cambiare in meglio la vita delle persone. Sebbene un’associazione come la nostra sia stata capace di costruire una rete capillare in tutto il mondo, siamo sempre il solito Davide contro Golia. Questo se rimaniamo da soli e non abbiamo la capacità di alzare lo sguardo verso le altre reti di cittadini che a loro volta hanno dato vita a diverse battaglie, magari su altri temi, vicini ai nostri. Ecco perché circa due anni fa, sollecitati da un’idea del segretario nazionale di Action Aid Marco De Ponte, e con Cittadinanza Attiva, abbiamo cominciato a ragionare e a confrontarci su una possibile alleanza per battaglie su temi comuni, convinti che l’unione faccia la forza, dando vita a Italia, Sveglia!

Italia, Sveglia! è un’alleanza tra le organizzazioni ActionAid*, Cittadinanzattiva** e Slow Food Italia, lanciata pubblicamente il 28 maggio 2015, con l’ambizioso obiettivo di moltiplicare l’offerta di occasioni di impegno e attività per i cittadini attraverso una collaborazione sempre più stretta tra le organizzazioni e aperta a ulteriori adesioni, al fine di mettere in comune competenze e capacità operative. Le tre associazioni hanno la capacità insieme di mobilitare, attraverso le rispettive reti, circa 500 000 attivisti. Ci siamo così focalizzati su un primo tema comune affrontando un ambito che interessa circa 10 milioni di italiani e in particolare bambini e famiglie: la ristorazione collettiva nelle scuole, che vede la bella cifra di 380 milioni di pasti l’anno, un fatturato di circa 1,3 miliardi di euro, 2,5 milioni di utenti, e che ci è sembrata la prima vera urgenza da portare avanti insieme, una prima petizione da lanciare a tutti i cittadini. Chiunque potrà contribuire a migliorare la vita dei bambini semplicemente firmando e aderendo a #iomangiogiusto all’indirizzo petizioni.actionaid.it entro il 31 ottobre, data di chiusura dell’Expo, e far sì che, nell’anno in cui si pensa a nutrire il pianeta, si cominci a nutrire i nostri bambini come si deve: sarà questa la nostra eredità di Expo. Le tre organizzazioni ora stanno implementando in sinergia “La mensa che vorrei : progetto di educazione al diritto al cibo e a una mensa buona, sostenibile e giusta”, finanziato da Fondazione Cariplo, Comune di Milano e Regione Lombardia. Il progetto mira ad accrescere la qualità, la sostenibilità e la sicurezza delle mense di 30 scuole italiane, attivando e sensibilizzando i cittadini e gli studenti lombardi sui temi dello spreco alimentare e del diritto al cibo. I beneficiari diretti del progetto sono 4000 tra studenti e insegnanti, nonché 1800 genitori e 25 000 visitatori di Expo, che potranno prendere parte agli eventi di sensibilizzazione sul diritto al cibo e sullo spreco alimentare organizzati a beneficio della cittadinanza.


Le mense scolastiche gestiscono 380 milioni di pasti l’anno

Siamo soddisfatti che la Camera abbia accolto nella seduta del 20 maggio 2015 l’emendamento al Ddl 2994 sulla riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione (c.d. La Buona Scuola) proposto da Italia, Sveglia! introducendo il comma 5 dell’art. 2: con l’obiettivo di «rafforzare l’educazione a un’alimentazione sana, corretta, sostenibile per l’ambiente, che valorizzi le tradizioni agroalimentari locali, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche… nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura, possono prevedere criteri di priorità per l’inserimento di prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero, provenienti da filiera corta agricola e ittica, e di prodotti agricoli e alimentari derivanti dall’agricoltura biologica o comunque a ridotto impatto ambientale». Questo non è che l’inizio di un modo di pensare diverso, che trova forza nell’unione e che forse proprio per questo, in un’Italia massacrata dalle divisioni, diventa persino rivoluzionario. Vi aspettiamo tutti venerdì 18 settembre alle 16,30 a Cheese nella casa di Slow Food in via Principi a Bra con i protagonisti di Italia, Sveglia!, Action Aid e Cittadinanzattiva per parlare insieme di mense e per ragionare sulla forza della partecipazione attiva.