Molto più di un asta

Percorsi della memoria

di Bartolomeo Maccagno

L’occasione di un’asta di vini pregiati organizzata da Bolaffi, con la collaborazione di Slow Food Editore, non è soltanto un momento che scatenerà la curiosità di appassionati e collezionisti. Per il mondo di Slow Food è anche un modo di ripercorrere il passato più remoto del nostro movimento, quando si iniziava a percorrere l’Italia in cerca delle migliori cantine, e si imbastiva timidamente una prima rete di amici e sodali. È qui, oggi, che si incrociano nuovamente alcune strade: quella della famosa casa d’aste torinese, quella della Chiocciola e quella di un monumento della cultura enogastronomica italiana come Luigi Veronelli

L’ultimo libro di Carlo Petrini, Cibo e libertà. Slow Food: storie di gastronomia per la liberazione (Slow Food Editore-Giunti, 2014), in molte sue parti narra le vicende del nascere e dello svilupparsi del movimento, attraverso aneddoti e ricordi dell’autore. Proprio all’inizio – quando si parla della genesi di un’associazione che ha “liberato la gastronomia” da molti lacci e lacciuoli, dalle gabbie dei luoghi comuni e della propria incapacità di aprirsi – Petrini ritorna agli esordi veri, legati soprattutto al mondo del vino («In principio fu il vino»). È l’inizio di un percorso quasi trentennale, che parte da viaggi lungo l’Italia alla ricerca di primi contatti, nuove amicizie e prodotti di qualità giusto all’indomani dello scandalo del vino al metanolo, nefasto accadimento che mise in ginocchio la nostra enologia nel lontano 1986: «”Camminare le osterie”, “camminare le cantine”, “camminare la terra” o “camminare le campagne”, amava dire, e soprattutto scrivere, Luigi Veronelli. Uno dei pochi maestri al quale tutta la mia generazione di gastronomi – e quindi, per riflesso più o meno diretto, anche le seguenti – deve lo sbocciare della propria passione, la volontà di ricercare e approfondire, il merito delle proprie scoperte. Quella figura retorica che gli stava tanto cara, noi la prendemmo come missione, da subito. [.] Avidi di paesaggi, vigne, cantine, vignaioli, di differenze tra i terreni e le umanità che li lavorano, partivamo su automobili col tempo sempre meno scalcagnate e scassate, alla scoperta di un mondo. [.] Con Gigi Piumatti – in seguito coordinatore della guida Vini d’Italia pubblicata da Slow Food e dal Gambero Rosso a partire dal 1988 – ci facevamo orientare dal Catalogo Bolaffi dei Vini d’Italia, firmato proprio da Veronelli, e fu così che conoscemmo personalmente tutti i grandi della nostra enologia. L’auto ci portava, dopo interminabili turni di guida, lungo tutto lo Stivale e, man mano che si proseguiva, il bagagliaio si riempiva di acquisti e di materia prima per le manifestazioni e degustazioni che organizzavamo sotto la sigla di Arci Gola. [.] Fu un periodo portentoso, quello della seconda metà degli anni Ottanta e primi Novanta: dalla Langa Barolo e Barbaresco iniziarono a competere con i grandi vini del mondo – soprattutto francesi -, la Toscana esplodeva di qualità ed etichette mitiche, mentre le altre regioni, grazie ad alcuni produttori illuminati e bravissimi, iniziavano un percorso che le avrebbe in molti casi portate alla ribalta internazionale ». Come si nota da queste righe, il Catalogo Bolaffi dei Vini d’Italia e il suo autore, Luigi Veronelli, erano dunque un faro guida a quei tempi per chi volesse muoversi nell’enologia del Paese. Infatti, anche i precursori di Slow Food utilizzavano avidamente queste fonti. Oggi possiamo dire che in qualche modo le tre strade di incontrano di nuovo, nonostante Luigi Veronelli ci abbia nel frattempo lasciati. La casa d’aste Bolaffi – la controllata specializzata nelle vendite all’incanto di Bolaffi S. p. A., editrice di quel primo importante catalogo dei vini italiani – apre oggi i propri orizzonti verso un nuovo settore in continua espansione: i vini rari e di pregio. La forte determinazione e l’ambizione a diventare subito punto di riferimento per il mercato italiano delle aste di vini ha indotto la casa a creare una partnership con Slow Food Editore, per arrivare alla compilazione di un catalogo d’asta che vuole porsi in modo molto innovativo. Questo catalogo, con l’asta, sarà presentato al Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre in una conferenza stampa al Caffè Letterario – sopra lo stand di Slow Food – sabato 25 ottobre (ore 14.30) e gode di una ricchezza di prodotti rari e preziosi tale da far sognare ogni appassionato: fra i tanti si possono evidenziare un’importante selezione di bottiglie del Domaine de la Romanée-Conti, una bottiglia da sei litri di Champagne Cristal del 1990, una selezione dell’anno 2000 dei più importanti Bordeaux quali Château Lafite-Rothschild, Château Mouton Rothschild, Château Margaux, Château Cheval Blanc, Château Haut-Brion, alcune bottiglie Vega Sicilia Unico Reserva Especial anno 1991, 1996 e 2012, un Doppio Magnum del 1999 che spicca fra la vasta selezione di Monfortino Giacomo Conterno. Alcune di queste bottiglie provengono proprio dalla mitica cantina di Veronelli, e sono un’anteprima, dedicata nel suo caso ai vini stranieri, di un lascito che è senza pari. Si tratta non soltanto dunque di vini molto ricercati, ma di vini appartenuti a quello che può ben definirsi come il maestro di ogni comunicatore nel campo dell’enogastronomia.

È emozionante immaginare di avere in casa propria uno di questi tesori. Altri vini provengono dal celebre ristorante udinese La’ di Petros e da altri collezionisti privati, per un incanto che si annuncia unico nel suo genere. Filippo Bolaffi, amministratore delegato del Gruppo Bolaffi, dichiara con orgoglio: «In Italia, secondo Paese al mondo per importanza vinicola, siamo ai margini del mercato dei “vini da collezione”, è un controsenso. Credo che esista un importante spazio per attirare molti compratori dall’estero e al contempo avvicinare a questo mondo nuovi collezionisti nostrani. L’accordo con Slow Food Editore ci permette, fra l’altro, di dare il giusto prestigio alle realtà italiane degne di essere collezionate ai più alti livelli, che oggi non trovano ancora spazio nei cataloghi d’asta ma che in futuro si potrebbero rivelare ottimi investimenti». Dopo la presentazione al Salone di Torino, l’asta vera e propria si terrà il 14 novembre 2014 presso la sede di Aste Bolaffi a Torino. Sito internet (www. astebolaffi. it) e email (aste@bolaffi.it) sono i due principali modi per riuscire a partecipare: dopo aver scorso il catalogo siamo sicuri che a molti verrà voglia di fare un piccolo investimento, per portarsi a casa un pezzo di storia, o meglio un pezzo di quelle storie che s’intrecciano e si sono intrecciate negli anni, e che hanno contribuito in maniera più o meno determinante a rendere grande il vino italiano nel mondo e grandi i protagonisti dei primordi rievocati da Petrini.