Papille gustative istituzionali

Da marzo a giugno 2015 siamo entrati nella mensa del Parlamento europeo per spiegare la nostra idea di biodiversità

di Marta Messa

Cosa succede se 18 formaggi a latte crudo riescono a varcare le soglie del Parlamento europeo a Bruxelles? Succede che le papille gustative di parlamentari europei, assistenti, consiglieri e funzionari scoprono un ventaglio di sapori. Ma soprattutto scoprono che la biodiversità alimentare europea è spesso messa a repentaglio dall’agricoltura industriale e dalle stesse politiche europee, che avrebbero al contrario il potenziale di promuovere un sistema alimentare sostenibile. Scoprono che esiste un patrimonio di biodiversità protetto ogni giorno da contadini, allevatori e artigiani, esempi concreti che un sistema alimentare sostenibile è possibile ed è la vera chiave di volta per nutrire il pianeta.

Mentre la lobby industriale spinge nei corridori delle istituzioni europee per più ogm, a favore di una sempre maggiore produzione di cibo (nonostante a oggi già si produca cibo per 12 miliardi di persone per un pianeta dove siamo in 7 miliardi e dove circa un terzo del cibo è sprecato), Slow Food si piazza negli stessi corridoi per dare un esempio concreto della sua visione di sostenibilità con una degustazione di prodotti dell’Arca del Gusto, per parlare di biodiversità, agricoltura sostenibile su piccola scala, agroecologia, benessere animale, produzioni artigianali, filiera corta, trasparenza in etichetta. E chiede che questo patrimonio di saperi e sapori sia salvato e promosso da politiche che non schiaccino i piccoli produttori con regole adatte alla produzione industriale e che riconoscano il valore – sociale, culturale, ambientale, economico – delle produzioni tradizionali. Questa primavera Slow Food ha messo in pratica il lobbying a modo suo: per tre mesi ha collaborato con i servizi di catering del Parlamento europeo, proponendo tre degustazioni di prodotti recensiti sull’Arca del Gusto e piatti in linea con i valori Slow Food nel menù del ristorante del Parlamento, che serve ogni giorno una media di 2500 portate. I suoi clienti principali sono i deputati europei e i loro consiglieri. Una semplice degustazione
Più di 350 porzioni
di ogni piatto Slow Food
sono state scelte
ogni mercoledì
e un buon piatto in questo contesto risultano strategici. Protagonisti della prima degustazione, organizzata a fine marzo, sono stati 18 formaggi a latte crudo europei. C’erano alcuni sconosciuti al grande pubblico, come il tcherni vit bulgaro, esempio di resistenza casearia incarnata dal sindaco del Comune omonimo del formaggio, che ha ripreso la produzione quando l’ultimo casaro ha gettato la spugna, ormai anziano. Oppure l’oscypek, un formaggio unico al mondo per la sua forma affusolata e i disegni geometrici impressi con stampi in legno sulla crosta, esempio dell’unione fra tradizione casearia e grazia estetica. Ma c’erano anche formaggi conosciuti come il gouda: il gouda del Presidio ha lasciato di stucco più persone, vista la differenza così evidente e abissale con la sua versione industriale. Tre tavoli carichi di formaggi davanti all’entrata del ristorante del Parlamento e poco più di due ore di degustazione (giusto il tempo della pausa pranzo) sono bastati per far conoscere Slow Food a più di 500 persone – persone che ogni giorno dibattono con la Commissione e il Consiglio dell’Unione Europea le proposte legislative, anche quelle che riguardano agricoltura e cibo. A questa degustazione hanno fatto seguito altre due: ad aprile, con pani e confetture a base di varietà tradizionali di cereali e frutta, e mieli di api a rischio di estinzione, e a maggio, con salumi di razze tradizionali europee allevate nel massimo rispetto dell’ambiente e del benessere animale. Intanto, i cuochi del ristorante del Parlamento si sono impegnati assieme a Slow Food a preparare piatti a base di prodotti locali, di stagione e di qualità: per esempio pollo di Bastogne a crescita lenta, asparagi di Malines, verdure locali, di stagione e biologiche. Non è stata una passeggiata: gli accordi contrattuali della gara di appalto danno indicazioni severe rispetto ai distributori accreditati da cui si possono acquistare gli ingredienti, e spesso le informazioni sulle qualità dei prodotti (intese alla Slow Food: tipologia di allevamento e coltivazione) sono difficilmente reperibili. Ma i cuochi del ristorante del Parlamento si sono impegnati per garantire l’autenticità dei piatti e la collaborazione con i servizi di catering è stata un successo. In media, più di 350 porzioni di ogni piatto Slow Food sono state scelte ogni mercoledì tra i piatti offerti dal ristorante del Parlamento. I nostri deputati europei legifereranno diversamente dopo queste degustazioni e dopo i piatti Slow Food? Chissà. In ogni caso avere la pancia piena di cibo genuino e buono rende felici e aiuta a ragionare meglio. E alcuni deputati hanno già contattato Slow Food per saperne di più sui nostri progetti e sulle nostre proposte.