Pensa che mensa… a Mogliano Veneto

di Annalisa D’Onorio

Spesso, quando si ragiona sulla mensa buona pulita e giusta, l’attenzione ricade quasi esclusivamente sull’analisi della qualità del servizio e sul menù fornito dalla ditta di ristorazione, in accordo con l’Azienda sanitaria del territorio e sulla base di un capitolato di appalto redatto dal Comune. Per questo, chiamati a giudicare la bontà di un servizio di ristorazione scolastica, di solito ci ritroviamo a esaminare i criteri di scelta delle materie prime, quanto bio e non bio si ritrova nei piatti della mensa.
Ed è così che ci accorgiamo che ciò che figura sulla carta conta fino a un certo punto nel raccontare la realtà vissuta dagli utenti delle mense scolastiche.
Al di là di questi aspetti, di certo importanti, è infatti necessario che il momento di mensa sia accompagnato da un contesto educativo favorevole, il più possibile coerente con sé stesso.
Accettare o meno il È necessario che il momento di mensa sia accompagnato da un contesto educativo favorevole
pasto della mensa dipende da tanti fattori diversi dal cibo: dalla serenità dell’atmosfera, dai pregiudizi, dal tempo a disposizione, dalle abitudini familiari, dal confronto con gli altri compagni, solo per citarne alcuni.
Per questo motivo è necessario promuovere l’impegno di tutti i soggetti che partecipano al servizio, attuando un buon lavoro educativo (in classe) e nella quotidianità (a casa). Nel proprio ambito di azione, ciascuno deve spendersi per dare il buon esempio, poiché la mensa è un sistema complesso e il suo buon funzionamento è garantito dalla stretta cooperazione fra le sue parti.
Nel febbraio 2016 si è presentata l’occasione per sperimentare un percorso formativo che tenesse conto di questa complessità e, grazie al sostegno dei Supermercati Cadoro, si è dato avvio al progetto “Pensa che Mensa a Mogliano Veneto”.
Si può dire che il Comune di Mogliano, in termini più o meno metaforici, sia piuttosto fertile; oltre ad alcune azioni con la finalità di migliorare l’approccio del cittadino nei confronti del cibo, già da molti anni vive e vegeta il progetto Orto in Condotta Slow Food, con ben sette Orti scolastici attivi.
L’orto è uno strumento fondamentale di educazione ambientale e alimentare e si rivela il primo tassello utile affinché i ragazzi abbiano modo di osservare l’intero ciclo colturale degli ortaggi proposti in mensa. Si può facilmente intuire che, là dove esiste l’Orto, l’educazione alimentare finalizzata alla mensa gode di maggior efficacia; per esempio sappiamo che il livello di accettabilità delle verdure a tavola aumenta nella misura in cui queste sono conosciute e riconoscibili dai bambini.
La condotta Slow Food Treviso si è sempre impegnata nella programmazione colturale degli ortaggi, al fine di offrire una visione sistemica del cibo, creare un legame affettivo e una narrazione che dalla terra possa condurre al piatto finito della mensa.

Oltre a ciò, dal momento che il Comune di Mogliano Veneto ha mostrato l’interesse e l’esigenza di lavorare su temi legati all’educazione alimentare, l’Ufficio Educazione di Slow Food ha proposto alcune azioni, rivolte principalmente agli educatori, che contribuiscono ad aumentare la qualità effettiva e percepita della mensa scolastica: gli insegnanti e i genitori. Sono stati strutturati due percorsi specifici, a loro dedicati.
Per supportare gli insegnanti nella didattica in classe e in mensa, sono state elaborate delle schede didattiche relative agli ortaggi e alla frutta di stagione presenti in Dove esiste l’Orto, l’educazione alimentare finalizzata alla mensa gode di maggior efficacia
orto e in mensa ogni mese (presenza garantita da un accordo mirato fra Comune e ditta che fornisce il servizio).
Le schede, differenti per tre ordini scolastici (infanzia, primo grado e secondaria di primo grado), offrono diversi spunti didattici che l’insegnante può sfruttare in classe al fine di presentare la frutta e la verdura del menù in maniera approfondita e multidisciplinare. Oltre a supportare il lavoro di sensibilizzazione dei bambini a scuola utilizzando lo strumento dell’orto e l’aiuto degli insegnanti, si è pensato a una formazione dedicata ai genitori degli studenti degli Istituti Comprensivi di Mogliano Veneto, con un coinvolgimento particolare per i membri della Commissione Mensa (che dovrebbero essere parte attiva dei processi decisionali relativi al servizio).
Gli incontri proposti sono stati cinque e hanno coinvolto circa una quarantina di membri della Commissione Mensa cittadina. Si è trattato con loro il tema del consumo quotidiano da differenti punti di vista: dalla sensorialità al piacere, dalla tecnologia produttiva degli alimenti di largo consumo (come il pane e l’olio) alla spesa e lettura delle etichette, il tutto senza dimenticare l’importanza della convivialità in cucina.

La mensa scolastica è un argomento che suscita molto interesse ed è investita di un importante ruolo educativo; non dobbiamo però dimenticare che la settimana alimentare del bambino prevede circa 24 pasti in totale, di cui solo cinque consumati in mensa. Per quanto fondamentale, il pranzo a scuola può essere Non dobbiamo dimenticare che la settimana alimentare del bambino prevede circa 24 pasti in totale, di cui solo cinque consumati in mensa vanificato da scorrette abitudini di acquisto e consumo a casa. Per questo motivo le attività proposte servono a consolidare il ruolo educativo dei partecipanti e sono uno stimolo per intraprendere percorsi di cambiamento, prima di tutto personale.
L’obiettivo, insomma, è trasmettere un corretto messaggio educativo ai bambini anche nella quotidianità domestica, in accordo con quanto imparato in classe.
Il progetto a Mogliano Veneto rappresenta per ora un primo passo per la creazione di una comunità dell’apprendimento legata agli Orti in Condotta e alle mense, capace di condividere valori e obiettivi e di attivare nel tempo un dialogo costruttivo sulla mensa e sulle sue potenzialità.