Programma Lista 1

GAETANO PASCALE
DANIELE BUTTIGNOL
LORENZO BERLENDIS
SONIA CHELLINI
FRANCESCA ROCCHI

SEMINIAMO IL FUTURO… COLTIVANDO IL PRESENTE (SINTESI)


Il documento è impostato in due sezioni. La prima contiene una panoramica della nostra visione
sul mondo del cibo con tutte le sue connessioni, in cui abbiamo provato a evidenziare le cose che
si dovrebbero e potrebbero migliorare o cambiare. Nella seconda, invece, illustriamo i punti
salienti e le priorità del programma operativo che vorremmo realizzare e che qui riportiamo
sinteticamente, descrivendo prima l’organizzazione che immaginiamo, quindi gli strumenti e i
progetti proposti e infine gli obiettivi da raggiungere.

 

ORGANIZZAZIONE


Sentiamo l’esigenza di lavorare alla realizzazione di un’associazione “partecipata”, capace di
raccogliere dalla base stimoli e idee da tradurre in progetti, un’associazione sempre più vicina ai
soci e capace di rispondere alle esigenze della società. Slow Food Italia attualmente opera su tre
livelli: locale (con la condotta), regionale e nazionale.
La condotta resta il principale elemento aggregante per i soci – dove poter sviluppare iniziative e
progetti – ma anche il primo interlocutore di enti, istituzioni, associazioni e operatori sulle
politiche alimentari. All’interno delle condotte territorialmente molto ampie si potranno
realizzare delle sezioni, in grado di operare anche su singoli comuni.
A livello regionale, il Consiglio regionale è l’organismo deputato ad armonizzare le politiche
associative sui territori, dalle condotte alle comunità del cibo. Al Comitato esecutivo regionale
viene affidato il compito di sviluppare e realizzare le azioni decise nel Consiglio regionale, di
curare i rapporti istituzionali e di governare i rapporti con (e tra) condotte e comunità del cibo.
Per quanto concerne il livello nazionale, il Consiglio nazionale viene confermato come l’organismo
di elaborazione e indirizzo delle politiche associative, la cui composizione – mista fra
rappresentanza territoriale e competenze tecnico-scientifiche – garantisce un confronto sui
contenuti elevato e completo. Al Comitato esecutivo è affidato il governo dell’associazione, che
attua e applica quanto previsto dal programma e quanto deliberato dal Consiglio nazionale in
stretta connessione con i territori. Il Comitato esecutivo, pertanto, deve essere un organismo
realmente collegiale, con processi decisionali snelli e veloci. La Conferenza delle regioni è
l’interlocutore primario del Consiglio nazionale e del Comitato esecutivo. Funge da portavoce dei
territori ed è il luogo di scambio delle esperienze fra i Consigli regionali. Ha funzione consultiva su
tutte le attività che hanno ricadute sulle regioni e deliberativa sulle decisioni riguardanti le
condotte (apertura e chiusura delle condotte, ratifiche elezioni/cambi fiduciari).

 

STRUMENTI


 Struttura e uffici. La condivisione delle strategie da parte degli uffici della sede è fondamentale
per sviluppare a pieno il grande potenziale dato dalle risorse umane disponibili. Intendiamo
approfondire l’opportunità di riunire Slow Food Promozione srl e Slow Food Editore srl in
un’unica società per semplificare la governance. Slow Food Italia, in qualità di socio, avrebbe un
unico interlocutore per definire la linea politica, indirizzare e controllare la gestione: una società
che esegue i piani di lavoro condivisi. Sarà fondamentale un percorso di formazione e di crescita
professionale del personale.

Eventi. I grandi eventi di Slow Food rappresentano uno dei punti di forza, per le concrete
opportunità che fornisce ai produttori “buoni, puliti e giusti“, ma anche per la capacità di
comunicare i temi associativi a un pubblico più ampio. Ecco perché consideriamo necessario
potenziare il supporto associativo alle strutture che oggi lavorano alla preparazione e alla
realizzazione degli eventi.

Commissioni. Vengono nominate dall’esecutivo nazionale e costituiscono una sostanziale novità
rispetto all’attuale assetto funzionale, in quanto ne diventano il supporto tecnico e operativo più
immediato. Le Commissioni svolgono lavoro di studio e propositivo da sottoporre al Comitato
esecutivo.

Il censimento di Slow Food Italia 2014/2018. La grande scommessa di Slow Food in Italia è
quella di essere interlocutore primario di produttori, co-produttori e istituzioni. Per fare questo,
occorre che si abbia reale contezza di quella che è la rete di Slow Food e Terra Madre. Riteniamo
che sia necessaria una grande opera di mappatura: un’esperienza “maieutica” di cammino e di
ascolto, occasione di nuova immersione e contaminazione nei territori per ridisegnare i nodi della
rete associativa.

Comunicazione. La comunicazione, per un’associazione con un patrimonio d’idee ricco e
diffuso come quello di Slow Food, è vitale a tutti i livelli, sia in senso verticale – internazionale,
nazionale, regionale, condotta – sia orizzontale – struttura centrale, società controllate – per
rendere più efficaci ed efficienti i nostri processi comunicativi interni ed esterni.

Il fundraising. In futuro sarà utile ricorrere spesso a iniziative di sostegno “a progetto”, con
l’individuazione di partner e donatori, anche con campagne online. Si prevede di stilare, sulla base
delle linee guida approvate da Slow Food Internazionale, un codice etico sui requisiti richiesti ai
sostenitori economici (da estendere anche agli sponsor) di Slow Food e/o dei suoi progetti.
Rapporti con gli enti e le istituzioni. Slow Food è un’associazione che fa politica attraverso il cibo,
lo abbiamo detto tante volte. L’efficacia di quest’azione politica non può prescindere dalle norme e
dalle leggi che regolano la produzione, la distribuzione e il consumo, a livello locale e a livello
centrale. Riteniamo che Slow Food, su questi temi, debba avere un atteggiamento proattivo più
che reattivo.

 

PROGETTI


L’Arca del Gusto e i Presìdi Slow Food. La salvaguardia della biodiversità rimane uno dei
pilastri su cui deve poggiare la linea politica della nostra associazione. Si punta a istituire nuovi
Presìdi (almeno 50 nel prossimo quadriennio), a potenziare il progetto del’Alleanza, portando a
450 i cuochi impegnati a sostenere i Presìdi, e a completare il lavoro di comunicazione avviato con
l’etichetta narrante.

L’educazione e la formazione. La formazione del consumatore consapevole (o del
co-produttore) passa necessariamente attraverso la realizzazione di progetti educativi. Master of
Food e Orto in condotta resteranno i principali progetti di riferimento. Nell’ambito educativo
vorremmo far rientrare anche l’attività di formazione rivolta alla nostra associazione (personale,
fiduciari, soci, produttori della rete di Terra Madre) con il coinvolgimento dell’Università di
Scienze Gastronomiche.

Mercati della Terra. Vogliamo realizzare una rete internazionale di mercati coerente con la
filosofia Slow Food in grado di avvicinare i produttori ai co-produttori.
Nutrire le metropoli. Nelle grandi città ci sono attività agricole significative, dal punto di vista sia
quantitativo sia qualitativo, che meritano la nostra attenzione. Perciò è importante operare una
mappatura delle produzioni agricole intra e periurbane, una promozione delle buone pratiche di
agricoltura sostenibile e l’attivazione di risorse per la trasformazione delle produzioni.

Stati Generali Comunità dell’Appennino. Si tratta di un progetto che ha coinvolto e
contaminato realtà differenti tra loro ma sinergiche nella costituzione di comunità, capaci di unire in un’unica visione l’attività di rilancio economico e culturale di queste aree che, dopo aver subito il grande esodo postbellico, rischiano di diventare vittime sacrificali di un sistema in crisi economica. Il percorso intrapreso dalle comunità dell’Appenino sarà propedeutico alla
costruzione di analoghi progetti anche in altri comprensori montani.

Isole Slow. Il progetto ha assunto la conformazione di rete operativa solida e con forti legami
nell’area del Mediterraneo, soprattutto per quanto riguarda le isole minori: la cultura della
contaminazione, il sentirsi soli in mezzo al mare ma comunque uniti agli altri, diversi ma uguali.
Le Isole Slow costituiscono un sistema integrato in cui vengono facilmente evidenziati elementi
critici ma anche buone pratiche.

Cibo e legalità. Un’associazione come Slow Food, impegnata nella tutela e nella promozione del
cibo “buono, pulito e giusto”, può e deve avere un ruolo importante nell’arginare i tanti fenomeni
illegali che ruotano intorno al cibo.

 

 

SLOW FOOD ITALIA FRA QUATTRO ANNI


Terra Madre tutti i giorni. La centralità dei territori. Slow Food Italia deve adoperarsi per
rafforzare la rete di Terra Madre, renderla più fitta e più ampia, con i suoi progetti, con il lavoro
quotidiano dei suoi collaboratori e dei suoi volontari. Questo sarà possibile solo dando centralità
al lavoro che viene svolto sui territori, da tutti coloro che s’identificano in questa missione.
Il contributo di Slow Food Italia a 10.000 prodotti dell’Arca del Gusto, a 10.000 nodi
della rete, a 10.000 orti in Africa. Il raggiungimento di questi tre obiettivi strategici rende
indispensabile una pianificazione delle azioni a tutti i livelli territoriali. Non una scomposizione
degli obiettivi tout court, bensì un’assunzione di responsabilità dei territori che contribuiscano a
raggiungere l’obiettivo complessivo. In questa logica crediamo che i tre 10.000 proposti
nell’ultimo Congresso Internazionale possano essere declinati su Slow Food Italia rispettivamente
zcon tre 1000, di cui ci faremo carico.
Soci. Un’associazione con più soci è un’associazione con più idee. Questo è il motivo che ci spinge
a considerare l’ampliamento della base associativa una priorità. La possibilità di esplorare nuovi
contesti e di ridurre il turnover ci porta a considerare la soglia dei 50.000 soci come un traguardo
possibile per il 2018. Una crescita che non deve essere solo quantitativa ma anche qualitativa.
Slow Food Italia e l’Europa. La nostra associazione da anni ormai pensa e agisce a livello
internazionale. Le vicende economiche che ci hanno investito in questi ultimi anni ci hanno messo
di fronte alla necessità di rivedere i canoni di relazione causa-effetto dei meccanismi finanziari
internazionali; ci siamo quindi resi conto che l’Europa non è semplicemente un assunto culturale
ma un organismo politico (di scelta) ed economico (di condizionamento).
L’autosufficienza economica. Un’associazione che intende incidere (anche) nel tessuto
economico della società non può prescindere dall’autosufficienza economica. Immaginiamo, in
futuro, tre possibili direzioni, oltre al fundraising, su cui agire per garantire solidità economica al
“gruppo” Slow Food: il tesseramento, la partecipazione a bandi pubblici e le consulenze.
Sintesi del programma congressuale della lista n° 1 a cura della lista stessa. Il programma
completo è scaricabile e consultabile sul sito
www.slowfood.it

Pascale

GAETANO (NINO) PASCALE

Presidente Nazionale

Nato a Telese Terme (Benevento) il 24 settembre 1968, vive a Guardia Sanframondi (Benevento).
Nel 1994 si laurea in Scienze Agrarie, indirizzo tecnico-economico, a Portici (Napoli) presso
l’Università degli Studi Federico II. Dal 1997 si dedica alla professione di agronomo e dal 2005
conduce anche l’azienda agricola ereditata dai genitori. Si iscrive a Slow Food nel 1997 con la
condotta di Benevento. Nel 2000 crea, con un gruppo di amici, la condotta Slow Food Valle
Telesina, diventandone fiduciario e restando in carica fino al 2006. Dal 2003 al 2007 è membro
del Consiglio Internazionale di Slow Food. Nel 2006 viene eletto presidente di Slow Food
Campania e Basilicata ed entra a far parte del Consiglio Nazionale e della Segreteria Nazionale di
Slow Food Italia, ruoli che ricopre tuttora. Dal 2000 al 2010 è stato docente ai Master of Food per
i corsi di vino e olio. Collabora fin dalla prima edizione alla Guida agli extravergini e ha
collaborato alla Guida del vino quotidiano e a Osterie d’Italia (Slow Food Editore).

Buttignol

DANIELE BUTTIGNOL

Segretario Nazionale

Nato ad Alba (Cuneo) il 17 gennaio 1974, vive a Bra. Nel 1994 si diploma in Agraria ed Enologia presso la Scuola Enologica Umberto I di Alba. Approda a Slow Food nell’ottobre 1994, prestando attività presso l’Ufficio Eventi. Nel 1996 inizia l’avventura nell’Ufficio Associazione, avventura checontinua ancora oggi. Nel 2001 è nominato nel Consiglio dei Governatori di Slow Food Italia e nel 2006 è eletto componente del Consiglio Nazionale e della Segreteria Nazionale. Dal 2007 è entrato a far parte del Consiglio Internazionale di Slow Food. Nel Congresso Nazionale del 2010 viene eletto segretario nazionale.

Berlendis

LORENZO BERLENDIS

Vice Presidente Nazionale

Nato a San Pellegrino Terme (Bergamo) il 2 novembre 1955, vive a Pontida (Bergamo).
Attualmente è insegnante di scuola elementare. Entrato in Slow Food alla fine del 2006, due anni
dopo diventa fiduciario della condotta Valli Orobiche e realizza due Presìdi caseari. Nel mandato
2010-14 è responsabile di Terra Madre nella Segreteria di Slow Food Lombardia e consigliere
nazionale. Collabora stabilmente alle guide Osterie d’Italia, Slow Wine e il Buon Paese (Slow Food
Editore).

chellini

SONIA CHELLINI

Vice Presidente Nazionale

Nata a Roma l’11 novembre 1958, vive a Passignano sul Trasimeno (Perugia). Si iscrive a Slow
Food nel 1999 e da subito, in qualità di fiduciaria del Trasimeno, segue i progetti del Presidio
della fagiolina, prima, e delle comunità dei pescatori e delle cuoche popolari dell’Umbria, poi.
Viene eletta nel 2004 coordinatore Slow Food dell’Umbria. Nel 2005 entra nel Consiglio dei
Governatori e dal 2006 è presidente di Slow Food Umbria e membro del Consiglio Nazionale.
Attualmente è presidente onorario del “Centro nazionale di documentazione e studi sulla cucina
popolare” di Monte Santa Maria Tiberina (Perugia).

Rocchi

FRANCESCA ROCCHI

Vice Presidente Nazionale

Nata a Venezia il 17 aprile 1963, vive a Roma. Dopo la laurea in Filosofia presso l’Università Ca’
Foscari lascia Venezia per Roma. Si trasferisce poi a Madrid dove vive per circa 10 anni e nel 2005
inciampa in Slow Food. Nel 2006 e nel 2008 è volontaria per Terra Madre e nel 2009 collabora
all’organizzazione dell’Assemblea Nazionale delle condotte che si svolge a Fiumicino; diventa
referente per Terra Madre nella Segreteria Regionale. Nel 2010 è eletta presidente di Slow Food
Lazio e consigliere nazionale, dal 2013 è membro della Segreteria Nazionale. Attualmente è
referente per la condotta romana, responsabile del progetto Slow Food Travel, del progetto
Educazione presso Eataly Roma e del Presidio della tellina del litorale romano. È accreditata
come docente Master of Food per i corsi di vino, olio, birra e analisi sensoriale.