Slow Food Day 2016: voler bene alla terra

30 anni di Slow Food

di Gaetano Pascale

Lo Slow Food Day con cui lo scorso 16 aprile abbiamo dato il via ai festeggiamenti per i 30 anni di Slow Food in Italia è stato ancora una volta un appuntamento straordinario che ha testimoniato la grande vitalità della nostra associazione.
Oltre 200 sono stati gli eventi organizzati dalle condotte nelle grandi città, nei contesti fortemente urbanizzati e nelle piccole comunità rurali, ciascuno con un’identità diversa, ma con gli stessi princìpi condivisi alla base. Siamo scesi in piazza con banchetti associativi, abbiamo portato le nostre esperienze nelle scuole, abbiamo realizzato edizioni speciali dei Mercati della Terra. Occasioni d’incontro differenti, ma tutte legate a doppio nodo dalla volontà di essere al fianco di quei produttori e di quelle filiere agroalimentari locali che rappresentano una speranza per sistemi più sostenibili di produzione del cibo.

Il tema che abbiamo scelto per questa edizione è quello che riproporremo a settembre per Terra Madre Salone del Gusto: voler bene alla terra. Non è un semplice slogan ma una dichiarazione d’impegno complessa, che sintetizza bene la complessità della nostra attività ed evidenzia due concetti fondamentali della nostra vita associativa. Il primo riguarda i sentimenti. Spesso parliamo infatti di “intelligenza affettiva”. Ecco, questa è sempre stata e deve continuare a essere la precondizione del nostro impegno. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il cammino di Slow Food è Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il cammino di Slow Food è iniziato con la difesa del diritto al piacere, obiettivo che non abbiamo mai perso di vista e che deve continuare a essere primario
iniziato con la difesa del diritto al piacere, obiettivo che non abbiamo mai perso di vista e che deve continuare a essere primario.
Il “voler bene” va inteso come stare bene, vivere in armonia con le persone e con il mondo che ci circonda, condizione necessaria per ottenere un benessere duraturo. Senza lo “stare bene”, e soprattutto lo “stare bene insieme”, il nostro impegno non avrebbe sicuramente raggiunto i risultati che oggi tutti conosciamo e condividiamo. Il secondo aspetto, non meno importante, riguarda la cura. Prendersi cura della terra significa anche – e forse soprattutto – prendersi cura di chi la abita oggi e di chi la abiterà in futuro. Questo messaggio, contenuto anche nell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, è alla base di un nuovo umanesimo che ci piace perché lega indissolubilmente l’uomo alla terra e viceversa. La cura per la terra è oggi un impegno più importante che mai, in quanto il nostro pianeta non gode di ottima salute e i sistemi di produzione del cibo sono fondamentali per migliorare questo stato o, viceversa, dargli il colpo finale.

Andare nelle piazze, incontrare le persone, raccontare i progetti che stiamo realizzando non ha dunque solo l’obiettivo di presentare ciò che facciamo ma è un invito esplicito alla partecipazione. Il cambiamento che vogliamo portare nel mondo è possibile solo attraverso la più ampia partecipazione. Dobbiamo uscire dal nostro recinto e incontrare quel mondo di co-produttori che, assieme ai produttori, può realmente fare la differenza nelle modalità di produzione e di consumo del cibo. Dobbiamo creare alleanze con chiunque sia convinto, come noi, che il cibo non è una semplice merce e che pertanto non solo è possibile ma addirittura indispensabile cambiare gli attuali riferimenti produttivi.
Anche per questo gli eventi dello Nell’anno in cui sono emerse le maggiori criticità nella filiera dell’olio extravergine di oliva, noi abbiamo istituito un Presidio nazionale che coinvolge oltre 60 produttori in 13 regioni italiane Slow Food Day 2016 hanno toccato due filiere esemplari della produzione agroalimentare, in grado di raccontare quanta e quale differenza ci sia tra i modelli proposti dall’industria e quelli invece legati ai sistemi che sviluppano forme virtuose di economia locale. In primo luogo, l’olio extravergine di oliva. Nell’anno in cui sono emerse le maggiori criticità di questa filiera, noi abbiamo istituito un Presidio nazionale che coinvolge oltre 60 produttori in 13 regioni italiane, custodi della biodiversità olivicola e dei paesaggi rurali. A questo Presidio abbiamo voluto dedicare la nostra tessera di socio “green”, grazie alla quale chiunque si iscriva a Slow Food, decidendo di non ricevere la tessera cartacea, contribuisce automaticamente a realizzare azioni a supporto del Presidio: un’azione che rende dunque immediatamente tangibile il ruolo del co-produttore. Inoltre, nell’anno internazionale dei legumi proclamato dalle Nazioni Unite, lo Slow Food Day è stato anche l’occasione per raccontare i numerosi progetti delle nostre condotte e dei nostri comitati regionali volti a sostenere queste produzioni. Per dare un’idea della nostra attenzione verso i legumi basta un numero: 29. È il numero dei Presìdi che in Italia sono dedicati ai legumi e che coinvolgono oltre 120 produttori. Per non parlare degli eventi diffusi sull’intero territorio nazionale per promuovere la biodiversità di questa filiera produttiva, come quelli della rete di Slow Beans, nata in Toscana, e di Leguminosa in Campania.