Slow Food Day: Tutti in piazza!

300 appuntamenti dedicati all’agricoltura familiare: da Milano a Palermo, da Trento a Bari

di Alessia Pautasso

Il quarto Slow Food Day, tenutosi il 17 maggio scorso, ha coinvolto nuovamente quasi tutte le condotte d’Italia, chiamate questa volta a organizzare appuntamenti locali che sensibilizzassero sul tema dell’agricoltura familiare, tema scelto dalla Fao per l’Anno internazionale 2014. Come gli anni scorsi, la riflessione si è fatta piacere, grande convivialità e creatività da parte delle condotte, in un percorso che idealmente ci traghetta verso il Salone del Gusto e Terra Madre di ottobre, dove il tema dell’agricoltura familiare tornerà a essere centrale nella manifestazione

Per la quarta volta le bandiere di Slow Food hanno invaso le piazze italiane da Nord a Sud, animando le città con gli eventi organizzati in occasione dello Slow Food Day, celebrato il 17 maggio.
Tema di quest’edizione l’agricoltura familiare, a cui la Fao ha dedicato il suo Anno internazionale. Perché è cosi importante parlarne? Perché l’agricoltura di piccola scala è lo strumento fondamentale per sconfiggere la malnutrizione, tutelare la sicurezza alimentare e salvaguardare i prodotti locali, favorendo una dieta bilanciata e sana e mitigando gli effetti del cambiamento climatico. «Temi, questi, su cui da sempre Slow Food è in prima linea sia in Italia sia all’estero» spiega Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. «Pensiamo ai Presìdi, alla rete dei Mercati della Terra e alle comunità del cibo, in cui entrare direttamente in contatto con i produttori e chi davvero vive la terra ogni giorno. Sono infatti i contadini, i popoli indigeni, i pescatori e i pastori i veri protagonisti di queste attività».

Sì, perché l’agricoltura familiare coinvolge 500 milioni di famiglie nel mondo e rappresenta l’80% delle attività agricole, contribuendo alla produzione di oltre il 50% del cibo. «Per riuscire davvero a lottare concretamente contro la fame nel mondo è fondamentale però che questi contadini abbiano libero accesso alla terra, alle risorse naturali e la possibilità di godere degli strumenti tecnici, finanziari ed economici necessari» aggiunge Pascale. «Servono quindi politiche ambientali e agricole efficienti già a livello europeo, che ridistribuiscano i fondi in modo equo e contribuiscano a migliorare gli strumenti a disposizione dei piccoli agricoltori». Come sottolinea la Fao, oltre il 70% per cento delle persone vittime dell’insicurezza alimentare vive nelle zone rurali di Africa, Asia, America Latina e Vicino Oriente. I dati dimostrano che gli agricoltori familiari poveri possono rapidamente raggiungere il loro potenziale produttivo se sostenuti da un contesto politico appropriato. Questi agricoltori sono infatti ben integrati nella rete territoriale e culturale locale e spendono i propri guadagni soprattutto nei mercati locali e regionali, generando così posti di lavoro direttamente o indirettamente legati all’agricoltura. «L’agricoltura familiare è ciò che più si avvicina al paradigma della produzione alimentare sostenibile. Gli agricoltori familiari si occupano generalmente di attività agricole non specializzate e diversificate che conferiscono loro un ruolo centrale per la sostenibilità ambientale e la conservazione della biodiversità» ha affermato José Graziano da Silva, direttore generale della Fao, in occasione della presentazione dell’Anno internazionale. Anno che dovrà promuovere discussioni di ampio raggio e una cooperazione a livello nazionale, regionale e globale per aumentare la consapevolezza e la comprensione delle sfide affrontate dai piccoli produttori e per aiutare a identificare modi efficaci per sostenerli.

Ma torniamo ora allo Slow Food Day e alle molte attività organizzate in tutta Italia. Simboli della giornata sono state piantine e sementi regalate in moltissime piazze, che hanno rappresentato l’inizio dell’orto che ognuno di noi dovrebbe coltivare sul balcone o nel giardino di casa. Da Nord a Sud ecco allora edizioni Simboli della gioranta sono state piantine e sementi regalate in moltissime piazze: hanno rappresentato l'inizio dell'orto che ognuno di noi dovrebbe coltivare speciali dei Mercati della Terra e laboratori che hanno coinvolto tutta la famiglia, per imparare a fare l’orto e scoprire le insolite proprietà delle piante. E, ancora, conferenze e dibattiti per approfondire i temi legati alla sostenibilità e ovviamente moltissimi incontri a sfondo enogastronomico. Curioso l’appuntamento a Castellan di Vallebona (Imperia), dove i visitatori hanno potuto partecipare alla raccolta dei fiori di arancio amaro del Presidio Slow Food e poi assistere alla distillazione, il tutto condito da un gustoso spuntino. A Greti di Greve in Chianti (Firenze), invece, si è festeggiato con un picnic circondati da caprette e allietati da musica live e buona birra artigianale.

A Milano sono andati in scena lo “spaccio” di pasta madre a opera dei panifici Grazioli e Longoni e la distribuzione di semi del Presidio etiope del caffè selvatico della foresta di Harenna, che ha destato moltissima curiosità: «Dopo aver assistito al rito tradizionale della preparazione di questa storica bevanda, ognuno ha ricevuto i semi da tostare in padella una volta tornato a casa» ha raccontato Antiniska Pozzi, giovanissima fiduciaria di Milano. «Abbiamo inoltre ideato un percorso per ritrovare il senso dell’agricoltura familiare, con tappe tematiche che andavano appunto dal pane all’orto, dalla produzione di formaggio alla sensibilizzazione contro lo spreco». Nei due laboratori ideati per loro, i bambini «hanno imparato a utilizzare le bucce degli ortaggi per creare colori naturali, facendo bellissimi disegni, e a fare il formaggio primo sale affiancati dai nostri produttori del Mercato. La merenda era assicurata!».

A Torino la bandiera di Slow Food ha sventolato su tutta la città: «Tra i banchi del neonato Mercato della Terra, oltre a scoprire i tanti piccoli produttori che lo colorano con i loro ortaggi, salumi, formaggi, paste artigianali, biscotti e liquori, i bambini hanno imparato a distinguere le qualità della frutta con il laboratorio gratuito “Mangio dunque scelgo”, parte del progetto transfrontaliero Italia-Francia Fruit’Alp» riferisce Elisabetta Redavid, fiduciaria di Torino. «Per noi lo Slow Food Day è un’occasione unica per stare in mezzo alla gente: ecco perché abbiamo distribuito piantine di insalata in una delle piazze più centrali della città, devolvendo l’intero incasso al progetto dei 10.000 orti in Africa, seguendo un fil rouge che lega idealmente il piccolo orto sui nostri balconi con quelli del continente africano» continua Elisabetta. Le attività della giornata si sono poi concluse con uno spumeggiante Eat-in organizzato dai giovani dello Slow Food Youth Network. «Come sempre, abbiamo chiesto ai partecipanti di portare un piatto per sé e per un’altra persona, per assaggiare di tutto un po’, all’insegna della condivisione e della festa. E vista la molteplicità di nazioni rappresentate, abbiamo potuto provare piatti turchi, venezuelani e russi» conclude Elisabetta. Inconsueto appuntamento ad Acerra (Napoli), dove ci si è incontrati intorno all’antica vasca di macerazione della canapa per ascoltare la testimonianza di una tipica famiglia di agricoltori. La cittadina siciliana di Sortino (Siracusa) ha unito invece questa giornata di festa a uno dei temi centrali dell’isola. In programma infatti lo spettacolo teatrale Ossa, che ha raccontato due storie in una: una favola che ha attinto al filone dei racconti legati al mondo della pastorizia, e la vita di Placido Rizzotto, sindacalista ammazzato dalla mafia.
E poi ancora incontri, proiezioni, visite in azienda, conferenze e originali cene a base di fiori, erbe e prodotti del territorio. Insomma, una giornata di festa in cui scoprire i segreti del miele, vedere come il latte si trasforma in formaggio e come fa la farina a diventare pane. Ne abbiamo viste davvero di tutti i colori in questo giro dell’Italia Slow Food.