Terra Madre Giovani Lo sguardo dei protagonisti

Da ogni angolo del pianeta questi giovani hanno lasciato i loro campi, le reti da pesca, le arnie e le greggi per trovarsi a Milano e discutere tutti insieme

Sono giovani, arrivano da ogni angolo del pianeta e sono a Milano per trovare le soluzioni concrete per nutrire il pianeta. Sono i protagonisti di Terra Madre Giovani-We Feed the Planet, il primo grande evento di Slow Food e della Rete Giovane dedicato a contadini, pescatori, allevatori e casari under 40. Hanno lasciato i loro campi, le reti da pesca, le arnie e le greggi per trovarsi qui e discutere tutti insieme, perché solo unendo i fili di questa meravigliosa rete di Terra Madre è davvero possibile invertire la rotta e cambiare il destino del nostro cibo.

Come ci ricorda Carlo Petrini, «sono loro che ogni giorno, in ogni angolo del mondo, portano avanti la crescita, ma non solo quella economica, la crescita della nostra dignità, della cultura, della felicità. E devono essere coscienti che anche se vivono in un villaggio sperduto delle Ande o in un’oasi del deserto, con il loro lavoro realizzano la politica più forte e più bella, perché non sono soli, fanno parte di un’unica grande famiglia»

Ne sa qualcosa Lee Ayu, giovane tailandese tornato nel suo villaggio dopo la laurea per impiantare una coltivazione di caffè: «La mia idea era quella di implementare la trasformazione del caffè in modo da ottenere un prodotto di alta qualità che potesse dare buone soddisfazioni economiche ai contadini senza però costringerli ad abbandonare le altre produzioni, che dovevano continuare a garantire l’equilibrio produttivo del villaggio». Una scommessa su cui all’inizio hanno creduto in pochi, ma che dopo qualche tempo si è rivelata vincente: «La situazione economica del villaggio sta lentamente ma costantemente migliorando, il che permette a molti bambini di andare a scuola» afferma Lee, che come molti altri non vede l’ora di partecipare all’evento di Milano «sapendo che ognuna di queste esperienze apre le nostre menti a nuove idee e nuove ispirazioni». Lo stesso entusiasmo che, a migliaia di chilometri di distanza, condivide Francisco Melo Medeiros, apicoltore brasiliano del Sertanejo, che lotta ogni giorno per «dare voce alle necessità di chi lavora la terra con rispetto, di chi crede con determinazione che una convivenza con il clima semi-arido di questa zona sia possibile».

Il nostro giro del mondo continua in Egitto, dove ci accoglie la vulcanica Mariam Taher, ventisettenne con uno sguardo al mondo e i piedi piantati nella sua terra di origine. Impegnata sui temi della sostenibilità e tutela delle comunità locali, Mariam collabora con Slow Food e altre associazioni egiziane e internazionali per tutelare la biodiversità come fonte di sviluppo per il paese: «Far parte della rete di Terra Madre e dei Presìdi Slow Food permette alle nostre comunità di sentirsi parte di un gruppo che affronta le stesse difficoltà e cerca nuove idee per il futuro, ed è questa la ragione per cui guardo con grande attesa all’evento di Milano: lo scambio interculturale è sempre un momento creativo, e sono sicura che rientrerò a casa con entusiasmo e ottime idee su cui lavorare»

«Immagino l’esperienza di Milano durante Terra Madre Giovani come un grande momento di condivisione nel quale tutti, casari e panificatori, viticoltori e pescatori, potranno confrontarsi e imparare a conoscere meglio le loro stesse filiere produttive, per tornare a casa con grandi spunti su come migliorare il proprio lavoro, e soprattutto con la consapevolezza di non essere soli e di avere il supporto di una grande rete internazionale dalla quale potremo sempre continuare a imparare ». Questo ci confida Irene Bruins, dolcissima allevatrice di vacche da latte dei Paesi Bassi, che ha deciso di investire il suo futuro nella produzione di prodotti di qualità, senza mai distogliere l’attenzione dal benessere animale dei suoi capi e dai progetti didattici coinvolgendo le scuole del territorio.

Ed è ancora Bledar Kola, giovanissimo chef albanese, a ricordarci il ruolo dei cuochi nel sensibilizzare i clienti a un cibo buono, pulito e giusto che rispetti il nostro pianeta. «I progetti come Terra Madre Giovani sono occasioni uniche per rinsaldare le maglie di questa meravigliosa rete. I pastori, i contadini, i cuochi, i consumatori: è necessario imparare ad avere un dialogo più costruttivo, dal quale possa nascere una gastronomia più buona, pulita e giusta. Per questo do appuntamento a tutti a Milano, dal 3 al 6 ottobre. Terra Madre Giovani-We Feed the
Vi aspettiamo a Milano per conoscere i protagonisti del sistema alimentare del futuro
Planet sarà un evento davvero unico, in cui far germogliare una nuova visione del futuro». La storia di Alessandro Boasso e Arianna Marengo ci porta a Mombarcaro, piccolo borgo di trecento abitanti immerso nell’alta Langa piemontese. «Alleviamo 60 pecore e produciamo diversi formaggi, tra cui la tuma di pecora delle Langhe, Presidio Slow Food. Coltiviamo anche mais ottofile e grani di varietà antiche, oltre ad aver trasformato la nostra casa in fattoria didattica. Organizziamo diversi laboratori per adulti e bambini alla scoperta degli animali e della caseificazione, della lana e del territorio che ci ospita». Sono molti i modi di fare rete, per i giovani, e qualche volta ci si mette pure l’amore, come nel caso di Arianna e Alessandro. Come per tanti altri ragazzi e ragazze che saranno a Milano a ottobre, anche loro sono tornati alla terra perché hanno creduto in un progetto di vita grazie al quale è possibile lavorare in armonia con la propria comunità e mantenendo vivo un territorio, e noi dovremo essere al loro fianco.

Molte storie, un unico destino e un obiettivo comune: rivoluzionare il sistema alimentare. Vi aspettiamo a Milano, venite a incontrarli.