Terra Madre: Salone del Gusto 2016

L’edizione di quest’anno sarà ricordata come la prima all’aperto, la prima diffusa, la prima che incontra la città: ecco come è andata dal 22 al 26 settembre a Torino

di Daniele Buttignol

L’edizione 2016 di Terra Madre Salone del Gusto è stata storica. Un’edizione che ha lasciato e lascerà un segno importante per la scelta di grande cambiamento che l’ha caratterizzata: a vent’anni dal primo Salone del Gusto (1996) e nel trentesimo anniversario della sua fondazione in Italia (1986), nel 2016 Slow Food ha inaugurato una nuova formula, portando l’evento nelle vie, nelle piazze e nei parchi di Torino, per proporre la riflessione intorno al cibo al più ampio pubblico possibile. Terra Madre Salone del Gusto 2016 sarà ricordata come la prima edizione all’aperto, la prima diffusa, la prima che incontra la città: una veste nuova, in cui rientra anche il cambiamento di nome della manifestazione, scelto per sottolineare la centralità delle comunità del cibo e il ruolo da protagonisti che sempre più devono avere i produttori di cibo.

Uscire in città ha significato entrare nel tessuto sociale di Torino, aprirsi  a nuovi linguaggi, sperimentare collaborazioni inedite, ma soprattutto instaurare un dialogo e una commistione con le numerose e vivaci realtà cittadine.

La scommessa era politica, culturale, sociale: proporre la cultura del cibo a 360° e affermare che il “buono, pulito e giusto” è un diritto e tutti devono poterne essere partecipi. Com’è andata? Sotto questo aspetto possiamo dire che il successo è stato pieno, assoluto: sono stati tantissimi i visitatori che, incuriositi dai prodotti,  hanno affollato i luoghi dell’evento; oltre 5000 persone hanno partecipato alle conferenze al Teatro Carignano, più di 3000 delegati hanno seguito i Forum al Castello del Valentino e a Torino Esposizioni; 1800 bambini e genitori hanno partecipato alle attività di Slow Food Educazione al Borgo Medievale; tutti esauriti i posti ai Laboratori del Gusto e agli altri appuntamenti su prenotazione, con circa il 60% di partecipanti stranieri; presi d’assalto i Uscire in città ha significato entrare nel tessuto sociale di Torino e instaurare un dialogo con le numerose e vivaci realtà cittadine Food Truck e l’Enoteca in Piazzetta Reale, la via del gelato e del miele, le Cucine di strada ai Murazzi. Se diamo uno sguardo ai numeri, con orgoglio possiamo dire che il percorso che abbiamo intrapreso insieme alla Città di Torino e alla Regione Piemonte è culminato nella realizzazione di un evento unico, non solo nella storia della nostra associazione ma forse anche in quella della città di Torino: 12.000 metri quadri di spazi allestiti al parco del Valentino e 3000 nel centro di Torino; oltre 900 espositori da 100 Paesi; 170 Presìdi Slow Food italiani e 140 internazionali; oltre 900 eventi in programma; 7000 delegati della rete di Terra Madre provenienti da 143 paesi, 1000 comunità del cibo. I dati sull’ospitalità ci hanno dimostrato  ancora una volta la grande generosità e l’affetto delle comunità torinesi e piemontesi: 850 posti letto messi a disposizione dalle famiglie nelle oltre 40 città di Terra Madre, che coinvolgono 5 province piemontesi per un totale di 1200 delegati accolti. Torino si è riconfermata città dell’accoglienza: nei cinque giorni dell’evento ha aperto le porte a migliaia di delegati da tutti il mondo dando la possibilità ai visitatori di scoprire alcuni dei luoghi più belli e importanti della città: dal parco del Valentino con il Borgo Medievale a Palazzo Reale, dal Teatro Carignano al Circolo dei Lettori, fino alla Reggia di Venaria Reale, anche grazie ai numerosi eventi, conferenze, mostre ed eventi speciali. Anche i musei e le Residenze Reali hanno aperto le porte, coinvolgendo i visitatori con attività a tema.

Tutta la città si è mobilitata per garantire il buon esito dell’evento: i volontari, le famiglie ospitanti, i collaboratori degli enti, delle istituzioni e dei corpi di polizia, chi ha partecipato, chi ha ospitato e chi ha sopportato i disagi…

Terra Madre Salone del Gusto 2016 è stata il primo evento di Slow Food nel quale è stata utilizzata soltanto energia generata con impianti di produzione alimentati quasi totalmente da fonte rinnovabile (idrica o solare) o assimilata (cogenerazione ad alto rendimento). Inoltre, attraverso il sostegno del Banco Alimentare del Piemonte, abbiano potuto realizzare una raccolta quotidiana delle eccedenze alimentari della manifestazione, fornendole a titolo gratuito ad associazioni ed enti caritativi.

Come in ogni numero zero ci sono alcune criticità da risolvere. Abbiamo accolto con piacere i commenti positivi, ma sappiamo che c’è molto da fare per l’edizione 2018. Per certi aspetti l’evento è stato particolarmente impegnativo per il pubblico e per gli espositori. Questa edizione è stata una scommessa fatta due anni fa a cui pochissimi credevano.
Il vero lavoro comincia adesso
Sarà necessaria
un’analisi approfondita sugli impatti economici, sui luoghi e sulla logistica in generale. Questi sono i punti sui quali stiamo ragionando e sui quali ci stiamo confrontando con gli attori direttamente coinvolti e con gli interlocutori che ci hanno accompagnati sin dall’inizio del cammino: le riflessioni post evento, l’analisi delle criticità, la raccolta di impressioni e gli stimoli che stiamo ricevendo in queste settimane saranno alla base del lavoro di costruzione della prossima edizione. Questa edizione è stata una scommessa fatta due anni fa a cui pochissimi credevano. Il vero lavoro comincia adesso.