Un calice di biodiversità

di di Sophie Marconi e Mariusz Rybak

Attualmente, tra i Presìdi internazionali promossi da Slow Food ci sono 12 vini e vitigni. Sei si trovano in Italia, i Gemischter Satz sono una produzione tipica di Vienna e poi ci sono il croato Varenik di Pelješac, il vino in anfora georgiano, il Rancio Sec del Roussillon in Francia, la malvasia di Sitges in Spagna e, in Germania, il vino spumante di pere Champagner Bratbirne, ricavato da una varietà di pera tipica dell’altopiano della regione meridionale del Baden-Württemberg.

Macedonia, l’uva stanushina

Compresi questi 12, a bordo dell’Arca del Gusto si sono imbarcati 51 prodotti, tra cui l’uva stanushina, un vitigno a bacca rossa autoctono della Macedonia. Lo si coltiva nel distretto vinicolo di Tikvesh, nel Sud del Paese, che vanta oltre 260 giorni di sole all’anno e 12 000 ettari di vigneti, circa un terzo della viticoltura della Repubblica. Questa varietà è sopravvissuta al declino fin da un tempo piuttosto antico, quando l’impero ottomano iniziò a espiantare le viti per sostituirle con piantagioni di tabacco. Le colline della regione in un certo senso costituirono una sorta di barriera che protesse i vigneti. Ma, come molte altre varietà autoctone, anche la stanushina sta facendo fatica a sopravvivere, soppiantata da varietà internazionali più note. Per questo oggi è in procinto di diventare un Presidio Slow Food, progetto nel quale è stata coinvolta una rete di produttori, chef, rivenditori, ricercatori e consumatori consapevoli. La pianta è altamente resistente ai parassiti, al gelo e alla siccità, e può essere coltivata senza irrigazione ad altitudini tra i 110 e i 650 metri. La ventilazione naturale e costante e l’umidità relativamente bassa, dal canto loro, consentono di ridurre i trattamenti chimici sulle uve. Nonostante tutti questi pregi, le aziende vinicole che si dedicano alla coltivazione del vitigno sono complessivamente poche: la cantina Popova Kula – nel villaggio di Demir Kapija, vicino al confine con la Grecia – vinifica stanushina come vino rosso, rosato e bianco, per esplorare l’intero spettro della sua personalità; nel vicino villaggio di Begnishte c’è la cantina Brusani le cui viti di stanushina, di oltre 70 anni di età, sono note in loco per la qualità eccezionale dei vini. La speranza è che altri coltivatori scelgano di promuovere l’uva e che sempre più consumatori provvedano a salvarla… bevendola.

Francia, l’espanenc e il mollard

Per salvare due vitigni a rischio di estinzione il vigneron Yann De Agostini ha attivato addirittura una campagna di crowdfunding. L’espanenc e il mollard crescono entrambi nel dipartimento delle Hautes-Alpes, un territorio protetto dalle tipiche malattie della vite grazie al vento che soffia nella zona. Ciononostante, queste terre ospitano vitigni solitamente più produttivi, come chardonnay o merlot, anche se gli autoctoni sono più rustici e meno sensibili a parassiti come l’oidio. Loro caratteristica comune è lo stretto legame con il territorio, legame che emerge chiaramente nel prodotto finale. Per sviluppare appieno il potenziale dei due vitigni, Yann vorrebbe piantare nuove parcelle di mollard ed espanenc, ma per farlo deve disboscare un’intera montagna, ed è per questo che ha lanciato una campagna di crowdfunding su Fundovino, grazie alla quale potrà sviluppare il suo progetto. Il terreno da disboscare per poter ripiantare questi vitigni storici è stato coltivato fino a trent’anni fa. Dopo la costruzione di una diga, negli anni Cinquanta, l’arboricoltura si è sviluppata in pianura e le vigne sono rimaste sui versanti della Durance. Negli anni Cinquanta esistevano quattro cooperative che, pagando gli acini a peso, anteponevano la quantità alla qualità: i vini erano venduti in cisterna e mescolati. Ma, negli anni Settanta, la produzione eccessiva ha portato lo Stato ad accordare premi a chi avesse estirpato le piante, facendo sì che alcune parcelle di terreno fossero abbandonate. Aiutare Yann significa contribuire alla tutela della biodiversità agroalimentare locale e anche poter accedere a vini leggeri e delicati, poco tanninici, molto fruttati, con note di frutti rossi e un retrogusto piccante. Che soddisfazione sarebbe poterli bere per festeggiare il successo di questa campagna di raccolta fondi!