Un progetto di citizen engagement per un evento e uno stile di vita sostenibili

Innovazione e inclusione sociale, accessibilità all’esperienza culturale e valutazione dell’impatto economico e culturale al centro

del progetto Systemic Event Design

di Camilla Cipriani, Franco Fassio e Pietro Vincenzi

Il Systemic Event Design (S.E.e.D.) è un progetto transdisciplinare sviluppato dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche per Slow Food e applicato a Terra Madre Salone del Gusto a partire dall’edizione del 2006. Nasce dall’ambizione di rendere il principale evento di Slow Food anch’esso buono, giusto e soprattutto pulito, definendo un nuovo concetto di qualità del sistema evento in quattro ambiti specifici: sostenibilità ambientale, innovazione e inclusione sociale, accessibilità all’esperienza culturale e valutazione dell’impatto economico e culturale dell’evento sul territorio. L’obiettivo è creare un modello esportabile di progettazione di eventi sostenibili che lascino un patrimonio positivo alla comunità attraverso un approccio sistemico, orientato cioè al risparmio, al riutilizzo e al riciclo delle risorse. Nell’arco delle sue sei edizioni, il progetto è stato riconosciuto dall’Adi (Associazione per il Disegno industriale) tra i migliori progetti di design italiano e ha vinto, inoltre, numerosi premi e segnalazioni per l’impatto positivo sulla collettività e il territorio.

L’ultima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, organizzata non più all’interno di un polo fieristico, ma nel cuore della città di Torino, è riuscita a creare un dialogo nuovo con il contesto urbano e il progetto S.E.e.D (seme) grazie ai suoi partner ha messo in atto (“seminato”, appunto) oltre 60 azioni nei quattro ambiti progettuali. Una tra le più importanti è stata la progettazione della raccolta differenziata durante l’evento e la conseguente riduzione dei rifiuti prodotti da espositori e visitatori: sono stati coinvolti il gruppo Iren (in particolare la sua controllata Amiat), Novamont e i Consorzi del riciclo Ricrea, Comieco e Rilegno, per realizzare oltre 70 isole ecologiche di raccolta suddivisa in cinque frazioni, mentre Legambiente ed Eco dalle Città, attraverso i loro volontari e attivisti formati ad hoc, hanno presidiato le isole per fornire assistenza ai visitatori, istruendoli su come differenziare correttamente, e hanno dialogato con gli espositori, motivandoli ad adottare una serie di buone pratiche come l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili per servire il cibo, di imballaggi sostenibili per la protezione e il trasporto degli alimenti, oltre a cassette o altri componenti in legno certificati Fsc, quindi tracciabili e trasparenti.

Per aderire pienamente al tema dell’edizione 2016 (Voler bene alla terra), sono state messe in atto diverse altre azioni con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale dell’evento e al contempo con l’invito ai visitatori a replicare quotidianamente queste semplici buone pratiche: dalla promozione di una mobilità sostenibile come il bike e il car sharing e l’utilizzo delle navette messe a disposizione da Iveco Bus a integrazione del servizio di trasporto pubblico, alla scelta di energia rinnovabile per alimentare l’evento, sino all’utilizzo di tecnologie a basso consumo (per esempio le cantinette per il vino di Liebherr, le macchine per il caffè di Astoria e i carrettini del gelato di Al.va). Passando invece all’ambito progettuale dell’innovazione e inclusione sociale, si parte dalla convinzione che il cibo sia uno dei mezzi più efficaci per coinvolgere le persone nella ricerca di nuove soluzioni a sfide collettive come l’integrazione, l’annullamento delle disuguaglianze e l’inclusione sociale senza discriminazioni. Per questo sono stati organizzati eventi come Soup for Syria, un incontro di sensibilizzazione sulla situazione della Siria e dei suoi rifugiati, il Migrantour, un percorso guidato all’interno del più grande mercato all’aperto in Europa (Porta Palazzo), e una serie d’iniziative family friendly in collaborazione con Giovani Genitori e Slow Food Educazione. Non va dimenticata anche l’ospitalità che i circa mille delegati hanno ricevuto dai cittadini di Torino e delle altre settanta città della rete di Terra Madre, che ha permesso loro di avere una casa e di essere presenti all’evento.

Nell’ultimo ambito progettuale sono state calcolate le ricadute economiche generate durante l’evento, comprendendo che quanto lasciato in eredità alla città e a tutti i soggetti coinvolti non è quantificabile solo in termini economici, ma coinvolge anche un patrimonio culturale d’immenso valore. I quattro ambiti progettuali sono stati raccontati durante Terra Madre Salone del Gusto 2016 nello stand del progetto S.E.e.D, allestito utilizzando materiali riciclati e riciclabili come fusti di acciaio, scatole di cartone riciclato e cassette da frutta in legno certificato Fsc. Lo spazio è stato animato da attività educative per adulti e bambini volte a sensibilizzare i visitatori sui temi connessi alla sostenibilità ambientale dell’evento in maniera che fossero stimolati a duplicare la buona pratica nel quotidiano.

Come una metafora della convivenza dell’uomo con l’ecosistema, Terra Madre Salone del Gusto 2016, attraverso il progetto S.E.e.D, è stato pensato come un evento in equilibrio con la città, che produce valori sostenibili, innescando in chi lo osserva e vive un processo di apprendimento olistico, in cui la sostenibilità è fatta soprattutto di scelte quotidiane.