Un’idea di felicità

Qualche tempo fa Luis Sepúlveda e Carlo Petrini si sono incontrati a Pollenzo per una lunga chiacchierata che ha preso il via (e non poteva essere altrimenti) da una riflessione sulla lentezza rappresentata dalla lumaca, animale simbolo di Slow Food e protagonista di un famoso romanzo di Sepúlveda (Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, Guanda 2013). Un pretesto che ha generato una lunga conversazione sul futuro che vorremmo, sul presente che non ci piace e sulle realtà che invece resistono e vorremmo come esempio. Ne è nato un libro a quattro mani, Un’idea di felicità (Guanda-Slow Food Editore, 2014), un saggio che mette insieme l’esperienza amara dell’esilio di Sepúlveda e il percorso che Terra Madre sta facendo in tutto il mondo, per raccontarci dove trovare ancora spazio per la calma, la riflessione, la condivisione e suggerirci, senza presunzione, come poter fare la nostra piccola parte per vivere un presente più generoso e assicurare un futuro a chi verrà dopo di noi

Pubblichiamo un piccolo estratto dell’idea di felicità di Carlo Petrini, che molto ha a che fare con il motivo portante di questo numero di Slow, la rete, assieme al risultato di ciò che abbiamo chiesto, tramite la rete informatica, ai colleghi della sede di Bra e ai nostri follower su twitter: raccontarci quale fosse la loro #ideadifelicità con un tweet.

«Per molta parte della mia vita ho fatto una gran fatica, non senza un poco di imbarazzo, a trovare una risposta sensata da dare a chi mi chiedeva che cos’è la felicità. Del resto non è mai una risposta facile, per nessuno, anche se parliamo di ciò che tutti cerchiamo, ciò per cui in fondo viviamo: se non proprio la felicità, perlomeno e più probabilmente alcuni momenti felici. A ben vedere, infatti, uno stato di pieno appagamento, di piena realizzazione o di benessere completo è veramente difficile da raggiungere. In più, se per caso si ha la fortuna di arrivarci, si tratta di uno stato che poi è quasi impossibile mantenere, tantomeno perpetuare all’infinito. Paradossalmente, lo strenuo sforzo di farlo ci renderebbe quasi certamente infelici. Ecco perché, in fin dei conti, è forse più appropriato definire la felicità distillata nella sua essenza come un momento, un lampo di maggiore o minore intensità, che arriva e poi, purtroppo, passa. Ma allora? Possiamo dire di aver vissuto felicemente se, quando guardiamo indietro, siamo riusciti a collezionare una serie sufficiente o cospicua di questi momenti di felicità distillata? Forse è così, forse dobbiamo ricorrere a una sommatoria, ma solo se si ragiona in maniera individuale, personale, mi vien da dire egoistica. Perché con il tempo e con l’esperienza del mio strano mestiere, il gastronomo, alla fine qualcosa ho capito, sulla felicità: è come una rete, tessuta da una serie di relazioni, stabilite con gli altri e con ciò che ci circonda; con le persone, con la natura e con le cose […].
Se poi penso a che cos’è per me la gastronomia, finisco con il concludere che è una serie di relazioni, proprio come la felicità. Anche il cibo è una rete. Dietro a un alimento, a un piatto, ci sono le storie di tutte le persone che hanno concorso a portarlo fino alla mia bocca, persone che magari si sono incontrate, si sono conosciute, hanno avuto scambi commerciali e culturali, hanno messo a disposizione il loro sapere, la loro arte o il loro tempo. Ci sono i rapporti tra gli uomini e l’ambiente, ci sono la natura e i modi di sfruttarla, più o meno giudiziosamente. Insomma, una rete fitta e complessa, tanto che il pensiero di percorrerla fa quasi venire le vertigini, ma che in realtà è la migliore immagine possibile della scienza gastronomica perché mostra come essa non possa essere considerata se non in maniera interdisciplinare, aperta a ogni influenza e connessione.

La pratica di una buona scienza gastronomica – attraverso il cibo, per conto del cibo – che cos’è se non la ricerca di un pieno appagamento, di relazioni tra le persone proficue e vicendevolmente gratificanti? […] Allora sì: la felicità per me ha a che fare con la scienza gastronomica, che ne è la sua disciplina. Ha a che fare con la conoscenza del cibo e con un buon rapporto con esso, nel suo senso più pieno e completo, a volte insondabile come lo è la natura intrinseca delle relazioni. Proprio come è insondabile quella felicità che un tempo non sapevo definire, ma che oggi ho capito si può esplorare, per cercare quel po’ di piacere che ci è concesso».

S L O W F O O D
I T A L I A
@ s lo w _ fo o d _ i t a l y

Buongiorno! Per la nostra
Chiara Chiodin #ideadifelicità
è continuare a desiderare ciò
che già si possiede, e per voi?
@GuandaEditore

S L O W F O O D
I T A L I A
@ s lo w _ fo o d _ i t a l y
L’ #ideadifelicità per la nostra
Michèle Mesmain è sapere che
tutti noi siamo unici e celebrarlo
con umorismo attorno
a un buon pasto
@GuandaEditore

S L O W F O O D
I T A L I A
@ s lo w _ fo o d _ i t a l y

L’#ideadifelicità per la nostra
Bianca Minerdo? Smettere di
correre e trovare un po’ di
tempo per gli amici, una passeggiata,
un libro…

S L O W F O O D
I T A L I A
@ s lo w _ fo o d _ i t a ly

L’ #ideadifelicità per la nostra
Fabiana Graglia è vivere semplicemente
@GuandaEditore

S L O W F O O D
I T A L I A
@ s lo w _ fo o d _ i t a l y

Buongiorno! Che
#ideadifelicità avete oggi?
Ecco quella del nostro Angelo
Surrusca: «Felicità è un bisogno
in meno e un desiderio in
più»

M A R C O B O S C H I N I
@Marc o B o s c h i n i

la mia #ideadifelicità è
un’Italia in cui la politica
possa essere al servizio di comunità
locali sobrie e sostenibili.
@GuandaEditore

C A R L O A L B E R T O
B r u n o r i

@cabbac
#ideadifelicita pane, salame e
un bicchiere di vino rosso
@slow_food_italy
@GuandaEditore

A L E S S A N D R A
A D D A R I

@ a le s s a n d r a a d d a r
@slow_food_italy
@GuandaEditore la felicità è
scoprire che siamo già perfetti
così

C A R L O T T A
I N V R E A
@ C I n v re a

@slow_food_italy Felicità è
sentirsi nel posto giusto al
momento giusto!
#ideadifelicità

G U A N D A
@ G u a n d a E d i t o re

La nostra #ideadifelicità è
leggere #Sepulveda #Petrini e
scoprire che un altro mondo è
possibile.

A L E S S A N D R A
M U R G I A
@ a lemurg i a 6 1

@GuandaEditore
@slow_food_italy Raccogliere
i frutti della terra che ho lavorato

T I N A  S A P O R I T A
@ t i n a s a p o r i t a

@slow_food_italy riconoscere
la propria umanità, lavorare
sui limiti e potenziare le proprie
capacità

E S I V L A
@ E s i v l a

Essere realizzato nel lavoro e
fare del bene agli altri
#ideadifelicità

P E R N I C E |
@ p e r n i c e o n n i v o r a

@GuandaEditore
@slow_food_italy
#ideadifelicità Disporre di
tutto il #proprioTempo